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Inedita. L'arte di Gianfranco Fracassi Fracassi Gianfranco - Liberodiscrivere Edizioni, 2020 - Art Commission
Centinaia di pezzi realizzati in oltre sessant'anni di gelosa attività, nascosta ai più. Non una mostra (nonostante ripetuti inviti), nessun tentativo di coinvolgere amici, conoscenti, un committente. Tutto da solo, e solo - o quasi - per sé. Gianfranco Fracassi è stato artista ai margini di qualsiasi cenacolo, entourage, corrente artistica. Dilettante sarebbe poco, sebbene tale espressione sia indicativa del personaggio, che con l'arte si dilettava, o se si preferisce alla quale dedicava un sentimento totale pur non esclusivo. La sua biografia ne è in qualche modo documento. Figlio di un imprenditore del legno, è indotto nel dopoguerra, per la morte del padre, a trovare presto un impiego (nell'industria del legno), dunque accantonando i progetti di inquieto studente universitario (Farmacia, poi Giurisprudenza), non quelli artistici certamente più autentici e appassionati. Del resto si esercita autodidatta dalla pubertà, senza cessare l'applicazione al disegno negli anni successivi, anzi, approfondendo temi e tecniche, studiando i maestri contemporanei e ricavando nel fluire delle correnti del Novecento spunti autonomi e originali. Ma a quanto pare è la scultura a procurargli maggiori emozioni, privilegiando - si potrebbe dire ovviamente - il legno, materiale familiare in tutti i sensi, conosciuto e praticato. Come accennato si riconosce negli artisti che hanno segnato la storia dell'arte del secolo, da un lato accogliendone istanze e suggerimenti senza prostrarsi a un approccio scolastico imitativo, di mera copiatura, dall'altro sviluppando percorsi personali senza cercare
Paolo Flores D'Arcais. Pittura pittura! Femmine, pugili e anche un Papa. Catalogo della mostra (Genova, 26 aprile-18 maggio 2018) Fochessati Matteo Montanari Tomaso - Liberodiscrivere Edizioni, 2018 - Art Commission
"Una passione, quella della pittura, che Paolo Flores d'Arcais coltiva fin dall'adolescenza e che negli anni si è concretizzata in una vasta produzione, finora tuttavia confinata alla stretta cerchia degli amici più cari. Il suo lavoro artistico, che in questa occasione viene esposto per la prima volta al pubblico, appare quindi come un momento alternativo alla dimensione esistenziale legata ai suoi prioritari interessi politici e intellettuali. E tuttavia questo suo diretto impegno come pittore - alimentato da una mai sopita passione verso il mondo dell'arte e dai suoi profondi legami personali con diversi artisti - resiste in lui come un'occupazione continuativa. E rispetto ad un'apparente separazione tra essa e la sua vita "reale" si rimanda nuovamente a Bacon, il quale era convinto che: 'si dipinge la propria vita, sempre'." (dal testo critico di Matteo Fochessati per il catalogo della mostra)