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Lo spazio urbano come terreno di conflitto. Gentrificazione, politiche della sicurezza e ideologia del decoro a Bologna libro
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LIBRO   9788867184521

Lo spazio urbano come terreno di conflitto. Gentrificazione, politiche della sicurezza e ideologia del decoro a Bologna Fusco Bianca   -  Red Star Press, 2025  -  Barrio Chino

A chi appartiene una città? Chi ha titolo di decidere sul modo di vivere le sue strade, le sue piazze, i suoi parchi? Come e perché, quelli che sono a tutti gli effetti luoghi pubblici, vengono militarizzati fino a rendere impossibile la loro fruizione? In una città come Bologna, le risposte a queste domande risultano tanto urgenti quanto drammatiche. Urgenti, perché sotto i colpi della speculazione interi quartieri risultano svuotati dai loro abitanti e trasformati in divertimentifici in cui non esistono più residenti ma soltanto consumatori. Drammatiche, poiché, assecondando politiche utili soltanto alla rendita, consegnano alla città generazioni di sfrattati insieme a un'intera classe sociale - quella degli studenti e delle studentesse - costretta a un'eterna precarietà del posto letto, con buona pace del diritto allo studio. Bianca Fusco, affondando la sua penna nelle piaghe del territorio bolognese, mostra come lo spazio urbano sia tutt'altro che neutro dando voce ai conflitti che si oppongono alla distruzione definitiva dei principi che pure avevano fatto del capoluogo emiliano la capitale dell'accoglienza e dell'inclusione.

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La città delle donne. Sicurezza, spazio pubblico e strumentalizzazione del corpo femminile nel contesto urbano: una prospettiva di genere libro
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LIBRO   9788867182800

La città delle donne. Sicurezza, spazio pubblico e strumentalizzazione del corpo femminile nel contesto urbano: una prospettiva di genere Fusco Bianca   -  Red Star Press, 2021  -  Barrio Chino

Sono decenni che, a fronte del progressivo annientamento del tema dei diritti (alla salute, alla casa, allo studio...), la politica continua a puntare tutto su un discorso in cui il tema della "sicurezza" è sempre al primo posto, in cui gli unici investimenti parlando di telecamere da piazzare ovunque e dove sfratti e sgomberi vengono venduti all'opinione pubblica come vere e proprie battaglie di civiltà. Nel nome del "decoro", chi non ha una casa assurge velocemente allo status di nemico pubblico, i lavoratori "colpevoli" di scioperare rischiano anni di galera e i migranti costretti ad affrontare un'esistenza priva di qualunque garanzia. La situazione, come dimostra la ricerca di Bianca Fusco, peggiora quando la tematica della sicurezza si intreccia con la questione di genere. Perché, in questo caso, la strumentalizzazione dei corpi femminili diventa addirittura spettacolare e la tanto sbandierata sicurezza si rivela per ciò che è: nient'altro che un dispositivo materiale utile a normalizzare le soggettività ritenute non conformi e a guadagnare al terreno del profitto gli ultimi scampoli di libertà e di agibilità collettivi ancora presenti nei contesti urbani.

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LIBRO   9788867182060

Non è un quartiere per ricchi. Come il Raval di Barcellona ha fronteggiato la speculazione e affrontato l'espulsione dei suoi abitanti. Una storia esemplare Fernández Miguel   -  Red Star Press, 2019  -  Barrio Chino

Il Raval, già noto per aver incluso nei suoi confini meridionali la storica Chinatown di Barcellona, non è soltanto uno dei quartieri-simbolo della metropoli catalana ma, in una dimensione globale, rappresenta un vero e proprio laboratorio di "igiene sociale". Si tratta, a ben vedere, di un luogo capace di rappresentare i peggiori incubi delle classi dirigenti e, di conseguenza, anche tutte le politiche che, nel corso di un secolo, le stesse classi dirigenti hanno scelto di portare avanti per superare una situazione di volta in volta definita come «pericolosa», «amorale» e «degradata». A causa del sovraffollamento, della povertà e di attività economiche stigmatizzate come la prostituzione, in effetti, il Raval si è sempre configurato come spazio altro rispetto ai canoni morali della buona borghesia di Barcellona anche grazie alla conflittualità politica e sociale che non ha mai mancato di animare il quartiere, contribuendo a renderlo oggetto di una permanente condanna sociale nonché territorio perennemente esposto alle mire speculative del capitale finanziario. Questa attitudine si è manifestata nella contemporaneità con rinnovata virulenza, salutando l'epoca di una vera e propria colonizzazione urbana del Raval dove, per facilitare lo sfruttamento, è stato necessario espellere una popolazione evidentemente incompatibile con le caratteristiche del quartiere-vetrina pensato da palazzinari avidi e urbanisti compiacenti. Eppure, come spiega bene Miquel Fernández, il Raval non è un quartiere per ricchi. E così chi credeva di poter fare soldi facili sulla pelle degli storici abitanti del quartiere ha dovuto fare i conti con strategie di resistenza tanto efficaci quanto inaspettate. Epilogo di Manuel Delgado.

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