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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Libri Di Inland
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788882486082 Tormento ed estasi
- 9788882484408 Regalo di Natale. Sceneggiatura, testimonianze, fotografie
Gudrun Ensslin Floreano Ilaria - Bietti, 2024 - I Libri Di Inland
Gudrun Ensslin fu, con Andreas Baader, la vera fondatrice della "banda Baader-Meinhof". Fu lei a battezzarla RAF, Rote Armee Fraktion. Attrice in erba, dottoranda, redattrice editoriale, moglie, madre e militante politica con un rigoroso senso di giustizia e di assoluto, a un certo punto decise di fare tabula rasa di radici, educazione, studi, marito, figlio per darsi alla lotta armata nella Germania degli anni Settanta. Questo libro - il primo a lei dedicato in Italia, con la preziosa prefazione di Barbara Sukowa, che la interpretò nel capolavoro di Margarethe von Trotta Anni di piombo, vincitore del Leone d'Oro a Venezia 1981 - ne racconta la biografia e tenta di capire cosa può averla spinta a una scelta simile, a partire dai film che l'hanno come protagonista o ispiratrice (e da alcuni film e personaggi cinematografici che la sfiorano per affinità o ne mostrano, per contrasto, i limiti). Parlare di Gudrun Ensslin è una sfida del e al pensiero, soprattutto per chi non riesce a immaginare di poter rinunciare in toto alla comodità di una vita "normale" per sacrificarla sull'altare di una velleitaria battaglia contro "Il Sistema". Gudrun Ensslin è morta suicida a trentasette anni, dopo averne trascorso gli ultimi cinque a difendersi in tribunale, a fumare in cella, a discutere di massimi sistemi con con i suoi compagni, Baader e Ulrike Meinhof su tutti. Parlare di lei, riflettere sui film che la mettono in scena - mai giunti in Italia, come Die Reise ("Il viaggio") e Wer wenn nicht wir ("Chi se non noi"), o capolavori come Germania in autunno, o ancora frammenti inediti in cui è Gudrun stessa a recitare - significa cercare di conoscere una donna dimenticata, aprire un dialogo con lei sul materno e sul femminile, ragionare su come e se sia possibile conciliare vita pubblica e privata.
Michele Soavi. Cinema e televisione Feole Ilaria - Bietti, 2018 - I Libri Di Inland
È il regista de-genere di "Deliria", "La chiesa" e "La setta", le pellicole che hanno insanguinato gli anni Ottanta e Novanta del cinema popolare italiano sotto le ali produttive di Joe D'Amato e Dario Argento. È il regista cult di "Dellamorte Dellamore", l'unico film capace di rendere giustizia a Dylan Dog. È l'autore pulp di "Arrivederci amore, ciao" e "Rocco Schiavone", tra i migliori noir nostrani del nuovo millennio. È Michele Soavi, capace di spaziare dal cinema alla tv costruendo un ponte tra due media così lontani e, oggi, così vicini anche grazie a lavori come i suoi "Ultimo. La sfida", "Uno bianca", "Ultima pallottola", "La narcotici".
Con la rabbia agli occhi. Itinerari psicologici nel cinema criminale italiano Fogliato Fabrizio - Bietti, 2022 - I Libri Di Inland
Il cinema criminale è un incrocio di letteratura (Gadda, Pasolini, Albinati), storia (Piazza Fontana, i "golpi bianchi", la P2), cronaca nera ("la Banda della Magliana", il massacro del Circeo). Matura e prende forma nel conflitto tra cittadini e delinquenti che squarcia la società italiana dal Secondo dopoguerra e genera sperequazione, fame, delatori, profittatori e parassiti. Lo stato criminale di Sciascia, il sentire mafioso, la dimensione occulta del Potere imbrattano la celluloide e travolgono il Belpaese a suon di complotti, intrighi, logge massoniche, raffiche di mitra, "stragi di Stato", stupri collettivi, rapine a mano armata, pallottole vaganti e vittime innocenti: da tutto questo il cinema italiano trae linfa vitale per oltre mezzo secolo mostrando sullo schermo la psicologia di massa di un Paese che agisce come una belva... con la rabbia agli occhi. Accumulando trame, battute di sceneggiatura, stralci di romanzi o verbali della polizia, resoconti psicanalitici, dichiarazioni di giudici e commissari (veri e finzionali) Fogliato assembla un tomo definitivo e caleidoscopico sulla Storia del nostro Paese, così come si è originato da una "scena primaria" felice e insidiosa: il boom del benessere ha creato mostri che ancora imperversano.