Libri di Cimatti Felice

Bibliografia di Cimatti Felice: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Opera

Felice Cimatti insegna Filosofia del Linguaggio all'Università della Calabria ed è docente dell'Istituto Freudiano, sede di Roma. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Musatti dalla SPI, Società Psicoanalitica Italiana. Collabora con Radio 3 per il programma radiofonico di attualità culturale «Fahrenheit» e con RAI Scuola per il programma televisivo «Zettel». Fra le sue pubblicazioni Il volto e la parola. Psicologia dell’apparenza (2007); Il possibile e il reale. Il sacro dopo la morte di Dio (2009); Filosofia dell'animalità (2013); Il taglio. Linguaggio e pulsione di morte (2015). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato La scimmia che si parla. Linguaggio, autocoscienza e libertà nell’animale umano (2000).
LIBRO   9788869833281

La vita dei segni. . Il linguaggio e i corpi nella filosofia francese del '900 Cimatti Felice   -  Il Nuovo Melangolo, 2023  -  Opera

La grande scoperta 'filosofica' del '900 è il linguaggio. La scoperta che il linguaggio - che prende forma nelle diverse lingue storico-naturali - ha un'esistenza in qualche modo 'indipendente' dai parlanti. Certo, se non ci sono più parlanti una lingua, come si dice, 'muore', tuttavia il dispositivo del linguaggio non dipende da chi lo parla. Secondo il linguista Ferdinand de Saussure, colui che è all'origine di questa scoperta, la lingua è organizzata come una struttura in cui ogni elemento è collegato con gli altri elementi attraverso legami che non dipendono dalle intenzioni dei parlanti. Noi pensiamo e parliamo, e in questo modo crediamo di controllare quello che pensiamo e che vogliamo dire, tuttavia quello che pensiamo, e quindi diciamo, dipende da un sistema che ci sfugge completamente. Per questo, come dirà Lacan, "l'inconscio è strutturato come un linguaggio". Ma se il dispositivo del linguaggio è inconscio, e se è attraverso il linguaggio che si formano tanto i nostri pensieri, quanto il soggetto che crede di pensarli, che ne è della nostra presunta autonomia? Il '900 francese, da Bergson a Deleuze e Guattari - passando (fra tantissime altre figure), per Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Derrida, Fou-cault, Irigaray e naturalmente Lacan - è un lungo tentativo di immaginare un modo per 'liberare' il parlante dalla presa del linguaggio, una `cattura' che lo allontana dal mondo e dall'esperienza corporea. E che cos'è un vivente non più assoggettato dal linguaggio? Un corpo, finalmente e semplicemente. In questo senso la storia ripercorsa in questo libro è la storia di come una straordinaria tradizione di pensiero ha provato a pensare la libertà dei corpi. Dal linguaggio al corpo, dall'astrazione e dal calcolo alla concretezza della carne vivente.

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