Libri di Ferro
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- 9788845283031 Il sogno della pittura. Come leggere un'opera d'arte
Miti romani. Il racconto Ferro Licia Monteleone Maria - Einaudi, 2014 - Einaudi Tascabili. Saggi
"Quando il mondo ebbe inizio e Giano tornò ad avere l'aspetto di un dio, poco a poco, si narra, apparvero ovunque le fonti, i laghi, i fiumi, le valli e i monti coperti di boschi. Apparvero pesci nell'acqua, animali sui prati e nelle foreste, uccelli nell'aria. Solo in ultimo fece il suo ingresso l'essere umano. Forse fu in quel momento che Giano si guardò intorno e scelse la sua dimora, una collina coperta allora di querce e farnetti. "Da quassù, - si disse, - potrò godermi ogni cosa, basta solo aspettare". E da quel colle Gianicolo lo chiameranno - si dispose a guardare l'inizio del tempo e dello spazio di Roma". È esistita una mitologia romana? A questa domanda, che ormai da più di due secoli alimenta accesi dibattiti fra gli studiosi, un antico romano avrebbe forse risposto con indignato stupore, elencando nomi, luoghi e avventure: dal tempo dei Fauni e degli Aborigeni all'approdo di Enea nel Lazio e alla fondazione della stirpe, dalla storia di Romolo e Remo ai sette re, dalla fine della monarchia agli eroi della Res publica. Mosse dal gusto e dal piacere del raccontare e guidate dalle coordinate rigorose fornite dalle fonti antiche, Licia Ferro e Maria Monteleone narrano in questo libro, storia dopo storia, i miti di Roma arcaica: offrendo al lettore, quasi dall'interno, uno sguardo sulla cultura e sull'immaginario degli antichi Romani. Un saggio di Maurizio Bettini apre una nuova prospettiva sul mito romano e sul dibattuto problema della sua esistenza.
Miti romani. Il racconto Ferro Licia Monteleone Maria - Einaudi, 2010 - Einaudi Tascabili. Saggi
"Quando il mondo ebbe inizio e Giano tornò ad avere l'aspetto di un dio, poco a poco, si narra, apparvero ovunque le fonti, i laghi, i fiumi, le valli e i monti coperti di boschi. Apparvero pesci nell'acqua, animali sui prati e nelle foreste, uccelli nell'aria. Solo in ultimo fece il suo ingresso l'essere umano. Forse fu in quel momento che Giano si guardò intorno e scelse la sua dimora, una collina coperta allora di querce e farnetti. "Da quassù, - si disse, - potrò godermi ogni cosa, basta solo aspettare". E da quel colle Gianicolo lo chiameranno - si dispose a guardare l'inizio del tempo e dello spazio di Roma". È esistita una mitologia romana? A questa domanda, che ormai da più di due secoli alimenta accesi dibattiti fra gli studiosi, un antico romano avrebbe forse risposto con indignato stupore, elencando nomi, luoghi e avventure: dal tempo dei Fauni e degli Aborigeni all'approdo di Enea nel Lazio e alla fondazione della stirpe, dalla storia di Romolo e Remo ai sette re, dalla fine della monarchia agli eroi della Res publica. Mosse dal gusto e dal piacere del raccontare e guidate dalle coordinate rigorose fornite dalle fonti antiche, Licia Ferro e Maria Monteleone narrano in questo libro, storia dopo storia, i miti di Roma arcaica: offrendo al lettore, quasi dall'interno, uno sguardo sulla cultura e sull'immaginario degli antichi Romani. Un saggio di Maurizio Bettini apre una nuova prospettiva sul mito romano e sul dibattuto problema della sua esistenza.
La luce dell'ateo. Ediz. illustrata Ferroni Gianfranco Gnoli Antonio - Bompiani, 2009 - Tascabili. Saggi
"Terroni era nato a Livorno nel 1927. Si trasferì prima nelle Marche, poi a Tradate, seguendo il lavoro del padre ingegnere. Scappò di casa per inseguire un sogno: andò a Milano, si fermò alcuni anni a Viareggio, infine a Bergamo. Tutto in lui richiamava la provvisorietà, gli stenti della guerra, la sopportazione interiore di un'anima destinata alla lacerazione e al silenzio. Chi lo ha conosciuto lo definisce circospetto. L'ospite occasionale che si avventurava nel suo studio milanese poteva ricavare l'impressione di trovarsi in uno spazio governato dal disordine: i colori sparsi sul tavolo, le cicche schiacciate e ammonticchiate nei posaceneri, la polvere uniformemente depositata sui pavimenti, negli interstizi della casa, sui ripiani. Da quel mondo emanava il grigio sentore di una fine annunciata. In realtà Ferroni aveva congelato la vita che gli scorreva intorno. Fermato il battito delle ore, dei minuti, dei secondi. Viveva in una sorta di tempo sospeso. Che era l'esatto opposto del tempo ordinario." (Dalla Prefazione di Antonio Gnoli)