Libri di Benjamin Fondane
Bibliografia di Benjamin Fondane: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Cahiers
Filottete Fondane Benjamin Masto A. (Cur.) - Castelvecchi, 2022 - Cahiers
Come ogni mito, anche quello di Filottete è così ricco e sfaccettato che molti autori del Novecento - da André Gide a Heiner Müller - vi hanno potuto attingere e trovare il paragone che mette alla prova diverse idee di umanità. Tra queste interpretazioni, emerge inedita quella di Benjamin Fondane, che di fronte al dolore dell'eroe - tradito ed emarginato dai suoi compagni -, al suo carattere misterioso e imperscrutabile, sembra volerci interrogare a proposito di un male che non può essere definito in termini etici, spiegato attraverso gli schemi del pensiero speculativo, ma è piuttosto un male assoluto, profondamente inciso nella coscienza dell'uomo moderno. Il dramma di Filottete, umano e filosofico insieme, diventa così il dramma dell'individuo che si scontra con l'assurdità della sofferenza e scopre in essa l'enigma dello stare al mondo: l'insondabilità del reale.
Rimbaud la canaglia Fondane Benjamin - Castelvecchi, 2020 - Cahiers
Biografia filosofica e spietata resa dei conti esistenziale, questo libro racconta una rivolta assoluta: contro la morale, contro la logica della scienza e delle religioni, contro l'ordine cosmico e contro la morte. Arthur Rimbaud - il veggente e il poeta maledetto, il vagabondo e il mercante d'armi, l'anarchico e il convertito - è il campo di battaglia di forze inconciliabili, diviso tra il rifiuto della vita e la tentazione di annullarsi in essa. È la canaglia che paga con l'abiezione il proprio lucido e insaziabile desiderio. Il pensiero di Benjamin Fondane, poeta e allievo di Sestov, è tutt'uno con la densità e l'urgenza espressiva della sua scrittura. In accesa polemica con le interpretazioni surrealiste e cattoliche, lo scrittore accosta l'esperienza di Rimbaud a quella di Nietzsche, di Kierkegaard e, più ancora, di Dostoevskij e Pascal. Questo ritratto, umano e metafisico insieme, non è più arbitrario di quello tracciato da altri esegeti e biografi, ma ci consegna un Rimbaud assolutamente contemporaneo, non addomesticabile e irriducibile a ogni sistema.
Titanic Fondane Benjamin Masto A. (Cur.) - Castelvecchi, 2026 - Cahiers
Composto negli anni Trenta e pubblicato nella sua versione definitiva nel 1937, Titanic è uno dei vertici della poesia di Benjamin Fondane. Il naufragio del grande transatlantico diventa la metafora di una civiltà in rovina: la nave è la Terra stessa che cola a picco «fuori dello sguardo dell'essere», trascinando con sé l'illusione del progresso e le certezze della ragione. Fondane trasforma la catastrofe in un viaggio metafisico attraverso la Storia, l'esilio e la solitudine dell'uomo moderno. Il poeta-viaggiatore attraversa città, oceani e memorie per interrogare la perdita di senso, la violenza della modernità, il destino degli erranti e dei perseguitati. La parola poetica, contaminata e visionaria, diviene l'unico strumento di resistenza contro la disumanizzazione e l'oblio. Nel ritmo vertiginoso dei versi, la voce di Fondane si leva come un canto d'insurrezione e di pietà, un «grido perfezionato via via che lo si emette». Il suo Titanic non è soltanto il poema di un naufragio, ma la testimonianza estrema di una fede nella poesia come ultimo spazio di verità e di salvezza. Con uno scritto di Monique Jutrin.