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I sotterranei del Vaticano Gide André - Luni Editrice, 2025 - Caffè Letterario
Una "voce clamorosa e incontrollabile: il Papa è prigioniero nei sotterranei del Vaticano, e un sosia regge le sorti della Chiesa. Un aristocratico francese parte per Roma deciso a salvare il pontefice e la cristianità, ma viene aggredito e gettato dal treno in corsa... Sembra (e in parte è) lo spunto di un romanzo poliziesco o di fantapolitica. Non a caso, negli anni che precedettero l'uscita del libro (1914), l'interesse dei letterati francesi si era polarizzato intorno alla crisi del romanzo intimista borghese e alla necessità (ancor oggi singolarmente attuale) di ritrovare e rinnovare gli strumenti del romanzo "d'avventura". Ma I sotterranei del Vaticano, senza dubbio il libro più godibile e avvincente che Gide abbia scritto, non si limita a dare un'efficace risposta a tale esigenza. Come osserva Carlo Bo, se Gide era partito con l'intenzione di "raccontare una storia", egli finì poi, in pratica, con l'affrontare i grandi temi della sua meditazione: il rapporto fra realtà e verità, fra apparenza e sostanza, fra bene e male. E il progettato romanzo d'avventura si mutò (pur non contravvenendo alle regole di un'aurea leggibilità) in romanzo filosofico, incentrato sull'inquietante problematica dell'atto gratuito, forma privilegiata e diabolica di quella protesta assoluta, di quell'astratta, insopprimibile ansia di liberazione da ogni condizionamento materiale e ideologico che attraversa come un filo rosso le tumultuose vicende del nostro secolo.
Avevamo ali per volare Gulino Giovanni - Il Grano, 2015 - Caffè Letterario
In questa raccolta che assomma una serie non concatenata di poesie costruite negli anni, il segno della continuità narrante si ritrova nella nostalgia e nell'argine della memoria. Il sapere che appartiene al passato è il principio dell'accadere, la premessa della scrittura, nonostante il tempo poetico sia quello che "annerisce". Il bello è nel dire che non è più, in un linguaggio che accorda un vissuto distante, che assaggia la volontà critica, che nella passione mostra un desiderio intimo e discreto di condanna. In queste immagini è il sopravvento del notturno, dell'imbrunire che coglie ancora la presenza dell'alba e della luce tersa, come nella continua rappresentazione di un "autunno" ridondante che già afferra un "inverno" "alle porte" ripensando le estati e le primavere che furono. Nondimeno, la conoscenza di ieri è il testimone che passa: il senso del valore etico è predominante, persino nella dimensione, ingombrante, dei silenzi e dei non detti.