Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Ismaele
Mirgorod Gogol' Nikolaj - Ianieri, 2024 - Ismaele
Si è detto molto della raccolta di racconti di Gogol', che porta il nome del luogo di nascita dell'autore russo, Mirgorod, "città-mondo, ovvero microcosmo di un Gogol' già famoso, che andava sempre più autonomamente ordinando le coordinate del proprio universo interiore". E ancora: "è un percorso obbligato da seguire passo dopo passo, racconto dopo racconto". E infine "Mirgorod non è [...] un semplice seguito delle Veglie, ma qualcosa di assolutamente nuovo, con leggi e tematiche differenti. Se Le veglie erano comunque governate dall'idea di una possibile ricomposizione degli opposti, in Mirgorod domina il criterio della separazione, dell'isolamento, e per la prima volta nella poetica gogoliana compare massicciamente il controverso motivo della delimitazione dello spazio vitale del personaggio, inteso come forma di difesa e sopravvivenza e, al tempo stesso, come sintomo di impotenza esistenziale". Queste parole, poste nel saggio introduttivo di Serena Prina ai Meridiani dedicati a Gogol', pongono l'accento su un elemento nuovo rispetto al precedente lavoro di Gogol' (Veglie alla fattoria presso Dikan'ka, 1831-1832), elemento che già nel 1923 veniva in effetti sottolineato da Verdinois nella sua breve prefazione: "Una nuova nota suona qua e là in Mirgorod, una nota come di nausea del presente e di rimpianto del passato". (dalla prefazione di Armando Rotondi)
L'immagine e il ricordo Guglielminetti Amalia - Ianieri, 2018 - Ismaele
Dieci novelle (Il ramo di lillà, La falena e il lume, Un piccolo segreto, L'immagine e il ricordo, La matrigna, È partita, L'ospite, Il sottile inganno, È scritto nel destino, Un uomo di coraggio) tratte dalla raccolta "Anime allo specchio", del 1915 e firmata da una delle maggiori scrittrici italiane del primo Novecento: Amalia Guglielminetti. Nucleo tematico dei racconti è l'immagine, l'immagine e il riflesso, l'immagine e l'inganno, specialmente la rappresentazione della realtà espressa secondo una sensibilità tutta femminile. «Chi mi conosce sa ch'io sono scontrosa come un'ortica e che le mie temerità non sono fatte che di parole scritte», così descriveva la scrittrice torinese il proprio carattere, ma al contempo spiegava anche lo stile della propria scrittura, una prosa capace di portare scandalo, scompaginare il quieto vivere della società benpensante e palesare un insolito gusto, un'insolita trasgressione specie per una donna del suo tempo.