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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Biblioteca Aragno
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- 9788894948516 Onde. Poesie scelte
- 9788822921000 Respiravamo allo stesso ritmo. Herbie Hancock e la Mwandishi Band
Flaubert, prima e dopo Bogliolo Giovanni - Aragno, 2008 - Biblioteca Aragno
Il volume raccoglie saggi e scritti, editi ed inediti, dedicati principalmente alla storia del romanzo francese e alla diversità di approccio critico che si è venuta a creare nel corso di un ampio trentennio di studi a seguito dell'emergere dell'esperienza flaubertiana. Se, come afferma con grande lucidità l'autore, non è certamente vero che dopo Flaubert scrivere romanzi non è più stata la stessa cosa, così come non è stato vero dopo Sterne o Goethe, Scott o Balzac, Proust o Joyce, vero è invece che, dopo che Flaubert ha promosso lo stile a "modo assoluto di vedere le cose", non è più stata la stessa cosa leggere romanzi, e una raccolta di letture di opere narrative che vanno dall'inizio del Seicento a oggi non poteva non portarne le tracce.
Il boia di sua santità. Memorie Bugatti Giovanni Battista - Aragno, 2021 - Biblioteca Aragno
"La Provvidenza, chiamiamola così, ha un sorriso sardonico. Mastro Titta, classe 1779, morto a 90 anni, boia da quando ne aveva diciassette, si chiamava in verità Giovanni Battista Bugatti. Giovanni Battista. Come il granitico profeta che fu decollato e impiattato per le vaghe astuzie di una Salomè. Il Bugatti, piuttosto, testa fina, era maestro nel mozzare il capo agli altri. Eccelleva in ogni tortura: decapitava, squartava, accompagnava all'impiccagione, mazzolava. Segava - segugio della legge - dita, orecchie, nasi, a grandine, ai poveracci che non potevano saldare il furto. Come a dire: Giovanni Battista Bugatti era l'Arcangelo Michele dello Stato Pontificio. Se nel quadro di Guido Reni, però, il celeste, dal volumetrico manto rosso, schiaccia col piede Satana e lo minaccia con la spada - attributo plastico dello Yahweh Sebaoth, il 'Dio degli eserciti', la violenza divina -, molto più modestamente Mastro Titta si occupava del male terreno, guercio, della corruzione umana, normale, nota, notevole, sporca. «Un delinquente è un membro guasto della società, la quale andrebbe corrompendosi man mano se non lo sopprimesse. Se abbiamo un piede od una mano piagata e che non si può guarire, per impedire che la cancrena si propaghi per tutto il corpo, non l'amputiamo? Così mi pare s'abbia a fare de' rei»: questa è la sintesi etica denunciata nelle Memorie di un carnefice - Il boia di Sua Santità."
Memorie della mia vita Gibbon Edward Bonacina G. (Cur.) - Aragno, 2015 - Biblioteca Aragno
Le "Memorie della mia vita" formano l'autobiografia di Edward Gibbon (1737-1794), l'autore della celebre "Storia del declino e caduta dell'impero romano". Costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'uomo, dello studioso e di un'epoca intera, quella della "repubblica settecentesca degli Stati europei" (J.G.A. Pocock), sfociata quasi suo malgrado nella rivoluzione francese, ovverosia l'età dei Lumi, o più tardi, se si preferisce, dell'Antico Regime. Un'epoca riconsiderata dal comodo riparo di Losanna, dopo il trambusto parlamentare di Londra e le fugaci sensazioni di Parigi e italiane, nella prospettiva di un Inglese che temeva di aver disimparato a esser tale e sotto l'impressione terrifica della rivoluzione, alla ricerca di una giustificazione di quel suo capolavoro, quando filosofia e antiquaria erano giunte a fondersi in un genere irripetibile di storia (A. Momigliano). Dietro la maschera di un ironico distacco, fra l'applauso del bel mondo e le contumelie dei teologi, la vita di "società e studi" del gentiluomo letterato si riassume in quel che infine essa fu, forse non solo nel caso di Gibbon: il raggiunto equilibrio, faticoso e instabile, di una malinconica felicità terrena e di una controversa fama di scrittore.