Libri di Giovanni Gentile
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Lettere alla fidanzata (1898-1900) Gentile Giovanni - Le Lettere, 2018 - Bibliotheca
Nell'ottobre del 1898 Giovanni Gentile, trasferitosi a Campobasso per prendere servizio al liceo "Mario Pagano" di quella città, va ad abitare presso la famiglia Nudi. E lì conosce Erminia, la giovane maestra figlia dei padroni di casa. I due, poco più che ventenni, si innamorano e per i tre anni consecutivi si scrivono soprattutto durante le vacanze estive, quando lui torna a casa a Castelvetrano dalla sua famiglia. La loro corrispondenza è stata conservata prima di tutto dai diretti interessati, poi dai loro figli e successivamente dai loro nipoti che, dopo alcune esitazioni, hanno deciso di pubblicare le lettere scritte dal filosofo alla fidanzata durante il triennio 1898-1900 (nel maggio 1901 infatti i due si sposano interrompendo il carteggio). Si è scelto di non trascrivere né annotare le lettere, ma di riprodurle in facsimile perché si potesse metterne in luce la confidenzialità che le contraddistingue. Inoltre il loro interesse non è di carattere filosofico ma umano: si è voluto, pubblicandole, far conoscere un Giovanni Gentile giovane, pieno di speranze, del quale fino a oggi molto non si sapeva. La Sicilia con la vita quotidiana di una famiglia modesta di più di un secolo fa, con le malattie, le difficoltà, l'arretratezza ma anche la profondità dei legami familiari e la bellezza dei luoghi è la protagonista di molte lettere che vanno a dipingere l'affresco di un'epoca che è sembrato giusto condividere con chi vorrà leggerle. Introduzione di Hervé A. Cavallera.
Pensare l'Italia Gentile Giovanni Veneziani M. (Cur.) - Le Lettere, 2013 - Bibliotheca
Giovanni Gentile fu l'ultimo grande filosofo a pensare l'Italia e nel pensiero trovò l'anima, il destino e la missione d'Italia. Il suo fu l'ultimo poderoso tentativo di pensare l'Italia attraverso una teologia civile, nel solco di Vico, una riforma religiosa applicata alla politica e una religione civile legata allo spiritualismo politico e al pensiero nazionale. I precursori dell'Unità d'Italia li chiama infatti profeti, a partire da Dante; il Risorgimento lo vede come la Resurrezione dell'Italia, inteso mazzinianamente come missione fondata sulla religione della patria e percorsa dal giobertiano primato morale e civile, ma anche filosofico e culturale, italiano. Nelle pagine scelte da Marcello Veneziani si ricompone la filosofia civile di Gentile, che fu sintesi della tradizione teorica, storica e letteraria nazionale.