Libri di Gi
Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Tempi E Le Forme
La fabbrica della copia. Firenze e Napoli fra Settecento e Ottocento Giometti C. (Cur.) Lorizzo L. (Cur.) Sicca C. M. (Cur.) - Carocci, 2023 - I Tempi E Le Forme
Copiare dipinti e sculture fu una delle attività maggiormente diffuse di quell'industria del ricordo sviluppatasi in Italia durante il Grand Tour tra la fine del Seicento e gli inizi dell'Ottocento. Il fenomeno è qui indagato attraverso ricerche innovative e complementari di studiosi e giovani ricercatori che, partendo dall'analisi dei permessi richiesti dagli artisti per accedere alle più importanti collezioni Granducali di Firenze e a quelle Reali di Napoli, tracciano una storia dagli echi più ampi, mettono a fuoco i problemi relativi alla funzione didattica della copia e della sua produzione e, al tempo stesso, permettono di analizzare sia i risvolti più squisitamente economici sia quelli degli scambi artistici tra diverse culture. Si delinea così una inedita storia del gusto e, più latamente, della percezione dell'arte rinascimentale e barocca in Europa e negli Stati Uniti, dove sorsero vere e proprie repliche dei musei del vecchio continente.
L'opulenza del Brasile coloniale. Storia di un trattato di economia e del gesuita Antonil Giuli Matteo - Carocci, 2021 - I Tempi E Le Forme
Analizzando un trattato di economia di inizio Settecento, intitolato Cultura e opulencia do Brasil, e tracciando il profilo biografico del suo autore, il gesuita André João Antonil, il volume propone uno studio su più livelli del Brasile coloniale, affrontando vari argomenti: quello economico, relativo alla produzione di zucchero e tabacco, all'estrazione di oro e argento, all'allevamento bovino e al commercio del cuoio; quello religioso e missionario, legato sia al confronto tra cristiani, ebrei e cristiani-nuovi, sia alla convivenza, in ambito rurale, tra coloni, indigeni e schiavi africani; e ancora quello più propriamente politico-istituzionale, dovuto all'esistenza di scontri fazionari all'interno della Provincia gesuitica brasiliana, con conseguenze sui rapporti tra i suoi membri, la Curia generalizia di Roma, la Monarchia portoghese e le autorità locali. Tutto ciò permette di delineare il discorso performativo alla base di tale trattato, che rivendica la compenetrazione tra dominazione coloniale e catechesi cristiana per legittimare, entro il quadro di un pragmatico mercantilismo, il ruolo della grande produzione agricola in una delicata fase di passaggio apertasi, in Brasile, con la scoperta dell'oro. Quello di Antonil non è tanto un testo di mera economia, quindi, quanto piuttosto di "economica", nel solco del patrimonio culturale classico e in parte della trattatistica rinascimentale.