Libri di Andre Gide
Bibliografia di Andre Gide: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Sogno Di Gutenberg
Prossime uscite di Andre Gide
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788836818426 Ritorno dall'URSS seguito da Postille al mio «Ritorno dall'Urss»
- 9788830155282 I falsari
Consigli a un giovane scrittore Gide André - Luni Editrice, 2021 - Il Sogno Di Gutenberg
In un'epoca segnata dalle avanguardie come la prima metà del Novecento, in cui tutti i linguaggi pittorici, letterari, musicali, architettonici vengono messi in discussione, fatti esplodere, ricombinati fino alla dissoluzione di tutte le forme, André Gide riesce a imporsi con uno stile che è l'essenza stessa del classicismo. I suoi ispiratori sono i più grandi autori del passato: Goethe, Keats, Virgilio, Montaigne e molti altri ancora. Proprio con continui riferimenti e collegamenti lo scrittore arriva a rivendicare l'importanza di lasciarsi ispirare dalla grande letteratura, perché per esprimere una vera originalità non occorre volersi mostrare originali a tutti i costi. Rivolgendosi con i suoi aforismi a un giovane scrittore, forse reale, forse immaginato, parla allo stesso tempo anche al lettore, dandogli il senso di ciò che rappresentano l'ispirazione e il processo creativo, ma anche la difficile disciplina dello scrivere, senza la quale nulla potrebbe "nascere" dalla penna pur prolifica di un autore.
Oscar Wilde. ritratto intimo di un genio Gide André - Luni Editrice, 2026 - Il Sogno Di Gutenberg
"Oscar Wilde. Ritratto intimo di un genio", che André Gide volle dedicare a uno degli scrittori che lo influenzarono maggiormente, è uno dei documenti più intensi della prima ricezione europea di Wilde e al tempo stesso è anche qualcosa di più: un classico della critica come forma narrativa, dove la memoria personale diventa lettura, e l'osservazione e il ricordo evolvono in ritratto. Gide non costruisce una agiografia di Wilde dove la maschera mondana possa prevalere, ma ci presenta un uomo ferito e lucidissimo conosciuto al culmine della fama e in seguito dopo l'umiliazione e il dolore della prigione: un uomo che "era" letteratura, uno scrittore che ha fatto della forma una disciplina spirituale, e al tempo stesso un uomo esposto, vulnerabile, travolto da una società pronta a celebrare il genio e a punirne la differenza; Wilde è restituito alla sua complessità: non martire, non semplice dandy, non puro genio della battuta, ma scrittore che ha portato fino alle estreme conseguenze una concezione dell'arte come stile dell'esistenza. La conversazione di Wilde, la sua sovrana intelligenza, l'arte dell'aforisma, la disciplina della maschera, la lucidità talvolta crudele del paradosso vengono ricondotte a un'idea più profonda della forma, intesa non come ornamento, ma come necessità spirituale. E tuttavia, proprio in questa forma così perfetta, Gide intravede una fragilità: il rischio di una vita esposta interamente allo sguardo altrui, e perciò consegnata alla violenza del giudizio sociale. La forza di queste pagine sta nello sguardo di Gide: partecipe, ma mai indulgente; ammirato, ma mai accecato. Il suo interesse non è il colore di un'epoca, né il repertorio dello scandalo, bensì il nodo essenziale dell'opera e della persona: il rapporto fra stile e destino. Gide non intende "difendere" Wilde, piuttosto comprenderlo nella sua interezza, restituendone la complessità umana e letteraria. Per questo il libro è, insieme, testimonianza e critica: un testo che illumina non solo Wilde, ma anche il clima culturale europeo tra fine Ottocento e inizio Novecento; perché Gide, senza assolvere né accusare, riesce là dove più spesso si fallisce: a comprendere.