Libri di Antonelli Giuseppe

Bibliografia di Antonelli Giuseppe: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Economica Laterza

Giuseppe Antonelli insegna Linguistica italiana all'Università di Cassino, collabora all'inserto "La lettura" del "Corriere della Sera" e conduce su Radio Tre la trasmissione settimanale La lingua batte. Dal 2015 racconta storie di parole nel programma televisivo Kilimangiaro, in onda la domenica su Rai Tre. Tra i suoi ultimi lavori, Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L'italiano come non ve l'hanno mai raccontato (Mondadori 2014), Un italiano vero. La lingua in cui viviamo (Rizzoli 2016) e L'italiano nella società della comunicazione 2.0 (Il Mulino 2016). Per Laterza ha, tra l'altro, curato il libro intervista con Luciano Ligabue, La vita non è in rima (per quello che ne so) (2013).


Prossime uscite della collana Economica Laterza

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788858162811 Una storia criminale del mondo. Colonialismo e diritti umani dal 1492 a oggi
  • 9788858162804 Imparare a vivere
  • 9788858162798 La via selvatica. Storie di umani e non umani
  • 9788858162781 Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri
Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica libro
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LIBRO   9788858134894

Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica Antonelli Giuseppe   -  Laterza, 2019  -  Economica Laterza

L'epoca in cui viviamo si definisce post-ideologica. È il tempo della post-politica e della post-verità. Ovvero (cambiando l'ordine degli addendi, la somma non cambia) politica e verità da post. Parole e slogan virali che fanno il giro della rete propagandando spesso opinioni su fatti mai esistiti. Quello a cui ci si riferisce con questa sfilza di post è, in realtà, un pensiero prepolitico. E la lingua che lo veicola, più che una neolingua, è una veterolingua che invece di mirare al progresso vorrebbe farci regredire, riportandoci agli istinti e alle pulsioni primarie. Indietro, o popolo! Dal «Votami perché parlo meglio (e dunque ne so più) di te» si è passati al «Votami perché parlo (male) come te». Come la pubblicità, come la televisione, anche la politica alimenta il narcisismo dei destinatari, i quali - lusingati - preferiscono riflettersi che riflettere. Il meccanismo del ricalco espressivo innesca una continua corsa al ribasso. Un circolo vizioso che toglie al discorso politico qualunque forza propulsiva, qualunque dinamismo. Non una risposta ai bisogni degli italiani, ma pura ecolalia: ripetizione ridondante. Così le parole stanno paralizzando la politica.

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