Libri di Mariaester Graziano
Bibliografia di Mariaester Graziano: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Dioscuri
La mistica della marmellata Graziano Mariaester - Tabula Fati, 2019 - I Dioscuri
La protagonista vede attraverso superfici riflettenti, specchi, vetrine, finestre, bicchieri, schermi e finestrini, frammenti di vita propria e altrui. Un viaggio, a volte oniroide, in cui si ritroverà e si perderà altrettanto spesso scoprendo che questo è il suo unico modo per adattarsi all'esistenza. Il prima e il dopo è segnato dal terremoto in cui precipita una costellazione di episodi dell'infanzia e di vite spezzate. Piccoli eroismi della normalità che si confrontano con una follia addomesticata, urbana e un senso del profondo e del superiore. I luoghi privilegiati sono una panchina di fronte ad un bar, la poltrona di un mercatino, il sedile di un trenino tutti rivolti verso un vetro come riflesso e sguardo oltre. Il luogo per eccellenza rimane, comunque, la profondità dell'individuo che si racconta le storie quotidiane della vita con una sensorialità rivisitata continuamente nella ricerca del senso e del non senso. Verticalità e orizzontalità si incontrano nel punto cartesiano di una normalità accidentata. "Quante vite si sono accumulate sotto pelle. Il disturbo è la teatralizzazione delle anime taciute".
Ex o. P. Graziano Mariaester - Tabula Fati, 2020 - I Dioscuri
Il romanzo verte sull'incontro di Marchesa, con un vissuto di ospedalizzazione psichiatrica, e Nennè, con un'esistenza ai margini della società. Il loro rapporto si articola sull'ambiguità tra realtà e visione, tra giochi di proiezioni reciproche e le cicatrici mappate sulla vita cruda dei due personaggi. La Marchesa dice: "I matti ripetono i gesti per riprendersi un'abitudine. Agiscono per moltiplicazione di un gesto, sottraendolo ad altri superflui. Arrivano così alla divisione di se stessi. Alcuni arrivano allo zero: immobili e taciturni. Qualche volta si scuce dalla labbra una parola. Rotola giù sul pavimento e fa un clan clan di poesia." Nennè racconta: "Vidi i miei occhi nel tè ed ebbi fame. Fame di me. Mi ingoiai pure un mozzicone di sole. Spegneva la sua ultima brace dentro il liquido ambrato. Mandai giù anche quello, anche qualche goccia di sole."