Libri di Gianfranco Guaragna
Bibliografia di Gianfranco Guaragna: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Arte
Prossime uscite della collana Arte
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282609012 La pittura di Wanda Guanella. L'arte per imparare a vivere. Ediz. illustrata
- 9791282098106 Guidi-Tancredi. Un nodo invisibile
- 9791281808447 La linea del contemporaneo. Pasolini, Roberto Longhi
- 9791281808379 Lorenzo Amadori. Leggerezza. Catalogo della mostra (Pesaro, 4 aprile-3 maggio 2026)
- 9791280717627 The Francis Bacon Collection. Ediz. italiana e inglese
- 9791259583109 Gozzi e tiroidi nell'arte
- 9791259583086 La Reggia di Versailles
- 9791259582911 Thérèse Rivière. Storia di uno sguardo
- 9791259561282 In coscienza
- 9791255612728 Ceramiche. Walt Disney. Zaccagnini 1938-1958
Architettura tra cinema e letteratura Guaragna Gianfranco - Il Prato, 2025 - Arte
Com'è noto, esiste uno stretto legame tra cinema e architettura, così come tra cinema e letteratura, tuttavia, in tale contesto l'architettura occupa sicuramente un ruolo centrale. Detto in altri termini, il rapporto tra cinema e letteratura, difficilmente può ignorare il ruolo di cerniera che l'architettura viene ad assumere in questa triade, poiché il legame tra il film e il romanzo, sicuramente non può prescindere da essa. Sappiamo che lo scenario è ciò che di solito consente alle storie di avere uno svolgimento, e il rapporto tra scenario e azione è stretto quanto quello tra palcoscenico e opera teatrale, scrive Amitav Gosh. Di conseguenza, che sia descritta nelle pagine di un libro o ripresa nelle sequenze di una pellicola, l'architettura, in quanto scenario per eccellenza, rappresenta senza dubbio un elemento indispensabile alla narrazione. Infatti, quando il racconto ci viene restituito attraverso la tecnica cinematografica, mostra in tutta la sua evidenza come essa rivesta oggettivamente un ruolo assolutamente inderogabile.
Aldo Rossi. Ora questo è perduto Guaragna Gianfranco - Il Prato, 2017 - Arte
Il 4 settembre del 1997 Aldo Rossi perdeva la vita in un incidente d'auto nella sua Milano dov'era nato sessantasei anni prima. Con la sua scomparsa lasciava in eredità i frutti del suo lavoro di architetto e di studioso, costituito da numerosi scritti, disegni, e progetti. Un lavoro, il suo, caratterizzato tra l'altro da un rigoroso metodo analitico e analogico che lo portava a un continuo e ostinato ritorno sugli stessi temi per riempirli ogni volta di nuovi significati. La scrittura, come l'architettura, è per definizione indifferente al significato della parola scritta, ed è appunto questo il senso della ricerca sulla tipologia che porterà Aldo Rossi all'elaborazione di una teoria nella quale s'individua proprio nel tipo architettonico il fattore predominante per la persistenza e adattabilità delle costruzioni al modificarsi degli usi. Inoltre, proponendo una teoria della città come locus della memoria collettiva, senza dubbio è stato in grado di apportare un prezioso e fondamentale contributo alla comprensione della stessa e alla ridefinizione della "scienza urbana". Tra tutti i suoi progetti, alcuni riguardano Trieste e dei tre elaborati per la Città, sono proprio i due non realizzati quelli di cui ci occupiamo in questo breve scritto.
Ernesto Nathan Rogers. La rappresentazione come strumento per la conoscenza dell'architettura. L'architettura come strumento per la rappresentazione della società Guaragna Gianfranco - Il Prato, 2017 - Arte
Sappiamo bene che certi temi sono ormai completamente avulsi dal contesto storico attuale, tuttavia, quello che si è cercato di focalizzare in questo breve scritto sono soltanto alcuni aspetti dell'opera e del pensiero di Ernesto N. Rogers che riguardano fondamentalmente il rapporto tra l'uomo, l'architettura e la società e che rappresentano la base dei suoi insegnamenti. Di conseguenza, a partire dall'idea contenuta nel concetto "rogersiano" di disegno, che è inteso non come semplice tecnica di rappresentazione bensì come studio dell'opera architettonica rivolto alla conoscenza della storia, si è poi cercato di delineare, attraverso una chiave di lettura che potesse essere in grado di eviscerarne tutta la complessità, il tipo d'interesse che egli pone nei riguardi del rapporto tra tradizione e innovazione. Quando Rogers, infatti, alla fine del 1953 assume la direzione di Casabella, oltre alla questione del disegno, fa sì che la rivista si caratterizzi fin dai primi numeri proprio per la volontà di tenere insieme l'archetipo, inteso come tradizione, e l'innovazione tecnologica. Tuttavia, un altro aspetto importante che caratterizza questa prima fase della rivista è proprio la continuità - anche se di breve durata - con quel filone 'spontaneista' inaugurato dalla precedente conduzione di Pagano. Pertanto noi crediamo che il concetto dell'architettura come rappresentazione dei valori non solo di una comunità ma dell'intera società, si evinca proprio dai temi trattati in questi primi numeri di Casabella e dai progetti che Rogers realizza negli stessi anni; tra questi, quello per Borgo San Sergio a Trieste.