Libri di Sergio La Chiusa
Bibliografia di Sergio La Chiusa: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Scafiblu
Il cimitero delle macchine La Chiusa Sergio - Miraggi Edizioni, 2024 - Scafiblù
Giocando con le regole del patto tra narratore, personaggio e lettore, La Chiusa prende un'esistenza fittizia e anodina, per quanto emblematica, un personaggio da romanzo - Ulisse Orsini - e ci invita a osservarlo da vicino: un soggetto improduttivo, in esubero, ossessionato dalla propria sensazione di illegittimità. Uno che ha perso il lavoro e si rintana in casa, riducendosi a sgattaiolare sul pianerottolo per non incontrare i rispettabili condomini. Lo colloca in una metropoli nei primi anni Duemila, riconoscibile eppure fantastica, un cantiere interminato, coerente solo nella propria vocazione di «città della moda e degli eventi»; e lo segue nella sua tragicomica odissea urbana, attraverso paradossali ambulatori e ospedali simili a penitenziari, per vie ridotte a scarni residui dello sfruttamento economico, finché giunge - in mutande e con una valigia piena di biancheria - in una discarica dell'hinterland. Qui, nel cimitero delle macchine, tra i reietti accampati in mezzo a rottami e carcasse d'auto, Ulisse conosce Lazzaro Lanza, un imbianchino con aspirazioni messianiche, che lo trascina nelle azioni del suo movimento rivoluzionario (e nei suoi lavori di tinteggiatura). Il sardonico avvicendarsi di sipari architettato dall'autore rivela tutta l'assurdità del mondo contemporaneo e registra l'inesausto stato di tensione tra l'insostenibilità del reale e la fuga nell'immaginazione. Una tensione che ingabbia Ulisse e gli altri personaggi del romanzo, facendone le nostre grottesche controfigure.
I pellicani. Cronaca di un'emancipazione La Chiusa Sergio - Miraggi Edizioni, 2020 - Scafiblù
Il giovane Pellicani si presenta una sera nella casa del padre, dalla quale si era allontanato - dopo aver sottratto certi risparmi da un certo cassetto - vent'anni prima. L'immobile, un condominio di sei, sette piani, è disastrato... Il giovane Pellicani - un completo grigio un po' sdrucito, una valigetta ventiquattrore portata solo per darsi un tono - vuole fermarsi una notte e via, andare altrove: ha degli affari in Cina, sostiene... Tuttavia nell'appartamento il giovane Pellicani trova solo un vecchio. Somigliante un po', questo è vero, soprattutto nel naso, a Pellicani padre... Parla, parla, il giovane Pellicani, raccontando tutto ciò che fa, tutto ciò che vede, l'appartamento, la biancheria stesa in una stanza, la donna che tutti i giorni viene a cucinare il minestrone al vecchio; parla, parla, il giovane Pellicani, e noi lettori siamo presi in questa sua infernale chiacchiera, nel suo ostinato non credere a ciò che vede, nel suo ipotizzare, reinventare, spiegare, trasfigurare la banale realtà... finché ci arrendiamo, smettiamo di farci domande... ci interessa solo abbandonarci al fervore di questa inesauribile chiacchiera.