Libri di Laca
Bibliografia di Laca: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Piccola Biblioteca Einaudi Big
Il seminario. Libro XIV. La logica del fantasma 1966-1967 Lacan Jacques Di Ciaccia A. (Cur.) - Einaudi, 2024 - Piccola Biblioteca Einaudi. Big
«Un bambino viene picchiato» è, a dire di Freud, «la rappresentazione fantastica» che si ritrova con sorprendente frequenza in chi ricorre al trattamento analitico, mettendo così in luce quello che nel linguaggio attuale viene chiamato fantasma inconscio. Lacan si era occupato di questo aspetto già da tempo poiché aveva notato che la costituzione del desiderio del soggetto trova il suo supporto, il suo sostrato immaginario nel fantasma, nella cui formula è indicato, con la lettera a, l'oggetto in cui prende posto ciò di cui il soggetto è privo simbolicamente. In questo "Seminario" Lacan fa un passo in più: per il soggetto non c'è altra entrata nel reale se non attraverso il fantasma. Per questo motivo il fantasma svolge, in un'analisi, la funzione di un assioma e vi figura in modo costante. Cosa che permette a un analista di trovare il bandolo per una corretta direzione della cura. Per illustrare tutto ciò Lacan ricorre al gruppo matematico di Felix Klein sul quale applica il cogito cartesiano, appositamente modificato per il tramite delle leggi del logico-matematico De Morgan.
Il seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe quello del sembiante Lacan Jacques Di Caccia A. (Cur.) - Einaudi, 2010 - Piccola Biblioteca Einaudi. Big
Il "discorso" di cui si tratta nel seminario del 1970 è doppio: è quello della possibile formalizzazione della psicoanalisi, ed è quello della produzione di senso (nell'esperienza della "lettera" o del significante che si fa nell'analisi, e di plus-de-jouir, nell'esperienza comune, in particolare in quella amorosa); tutti temi che riecheggiano sulla pagina come effetto di quegli anni di contestazione e femminismo. Attraverso l'individuazione di quattro posti (agente/verità; altro/produzione) e dei quattro operatori (soggetto sbarrato, significante-padrone, sapere, plus-godimerito), che nella loro combinatoria danno luogo ai quattro discorsi introdotti nel corso del Seminario dell'anno prima (del padrone, dell'isterico, dell'universitario e dell'analista), Lacan cerca di mostrare come solo al discorso analitico riesca di non essere un discorso da "sembiante", ovvero di "finta causa". Solo il discorso analitico, infatti, riesce a disfare le illusioni che si generano dal ritenere, sia pure in forme diverse, che vi sia una realtà prediscorsiva, e che il linguaggio, a sua volta, organizzi un universo entro il quale si genererebbe una relazione fissa e definitiva tra i quattro posti (e gli operatori che li occupano).
Il seminario. Libro IV. La relazione oggettuale 1956-1957 Lacan Jacques Di Ciaccia A. (Cur.) Miller J. (Cur.) - Einaudi, 2026 - Piccola Biblioteca Einaudi. Big
Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. In psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo. Ma il mondo del soggetto non è la realtà grezza bensí la realtà filtrata dal fantasma. Fantasma che si costruisce nell'interrelazione tra il soggetto e i suoi oggetti pulsionali, ma anche nella relazione con quelle persone che hanno per il soggetto un ruolo fondamentale: in primis la madre. Per questo motivo la madre è un personaggio chiave del Seminario IV. In questo seminario Lacan critica la posizione dei postfreudiani. Sappiamo infatti che, sebbene Freud la citi, la relazione oggettuale non fa parte del suo apparato concettuale. Che cosa critica Lacan? Critica il fatto di porre come centrale l'oggetto oppure la relazione con la madre. Sia perché l'oggetto è la cosa piú variabile nella pulsione sia perché la madre, nel suo legame con il bambino, si presenta già in rapporto con una mancanza che è costitutiva del suo essere donna. Lacan insegna quindi che non è l'oggetto ma la sua mancanza, elaborata nelle sue diverse modalità - castrazione, frustrazione, privazione - e secondo i diversi registri - immaginario, simbolico, reale - a essere fondamentale per ogni soggetto che viene al mondo. Questo seminario sulla relazione oggettuale è dunque, in realtà, un seminario sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto. Rispetto alla madre, il bambino rappresenta una soluzione alla sua mancanza. Soluzione in difetto, poiché il bambino non può colmare tale mancanza, ovvero, in termini freudiani, malgrado l'equivalenza bambino-fallo, il bambino rimane un sostituto insufficiente. È a partire da questa equivalenza che Lacan sviluppa la teoria della perversione e dell'oggetto feticcio, in cui il bambino si identifica immaginariamente con il fallo materno. La relazione madre-bambino non è quindi una relazione duale: è una relazione triadica che vede come protagonisti, oltre alla madre e al bambino, il fallo freudiano. A essi viene ad aggiungersi la funzione paterna, come quel quarto elemento che li lega in una relazione simbolica. È per supplire a una carenza a livello dell'altro paterno che interviene l'oggetto fobico, il cui valore significante è messo in luce nel caso del piccolo Hans.