Libri di Siegfried Lenz
Bibliografia di Siegfried Lenz: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Beat
Un minuto di silenzio Lenz Siegfried - Beat, 2017 - Beat
In un giorno d'estate sulla costa tedesca del Mare del Nord, Christian e Stella escono in mare con un dinghy, una piccola imbarcazione a vela perfetta per il vento forte e teso che agita quelle acque cristalline. Giunti sulla spiaggia dell'Isola degli uccelli, una minuscola striscia di terra in mezzo al mare, i due giovani sono sorpresi da un'improvvisa tempesta di vento e pioggia e si rifugiano in una baracca rivestita di canne sulla spiaggia, dove un vecchio ornitologo è solito venire durante la bella stagione. Bellissima, i capelli neri e gli occhi chiari e splendenti, Stella si adagia su un giaciglio. Christian le scivola accanto, le posa una mano sulla spalla e, desiderando che quel contatto fisico duri più a lungo possibile, le accarezza la schiena. Qualcosa d'inatteso, qualcosa che non aveva previsto, qualcosa che pensava impossibile travolge allora l'esistenza di Stella. Così, in questo romanzo, comincia la storia d'amore tra Christian, giovane figlio di un «pescatore di massi» del Mare del Nord, e Stella Petersen, la sua professoressa d'inglese al liceo Lessing di Hirtshafen. Una storia fatta di gesti, incontri e sfioramenti casuali, di passione celata e di onde tempestose.
Lezione di tedesco Lenz Siegfried - Beat, 2015 - Beat
È il 1953 e nell'aula del riformatorio situato alle foci dell'Elba, non lontano dal confine tra Germania e Danimarca, è entrato oggi un individuo smilzo, profumato di brillantina. Si chiama Korbjuhn, dottor Korbjuhn, ed è entrato con l'aria che i ragazzi rinchiusi nel riformatorio chiamano korbjunesca, cioè sprezzante e timorosa insieme. Il dottor Korbjuhn si è fatto augurare il "buon giorno signore" e, senza preavviso, senza avvertimento, ha distribuito i quaderni dei temi. Non ha detto nulla. Semplicemente, quasi godendo della cosa, è andato alla lavagna, ha preso il gesso, ha alzato una mano insignificante e, mentre la manica gli scivolava fino al gomito scoprendo un braccio secco, giallognolo, vecchio almeno di cent'anni, ha scritto sulla lavagna il tema con la sua scrittura prona, obliqua, l'obliquità dell'ipocrisia. Era intitolato: "Le gioie del dovere". Ora, nel chiuso della sua cella, il giovane Siggi Jepsen sta meditando davanti al suo quaderno dei temi con l'etichetta grigia. Siggi si trova alle foci dell'Elba, perché, nel lontano 1943, avrebbe raccolto in un vecchio mulino una serie di quadri rubati. In realtà, Siggi ha semplicemente nascosto le opere di un pittore amico, Max Ludwig Nansen, un artista espressionista, sulle quali pendeva la minaccia nazista di essere "verboten und verbrannt", proibite e bruciate. Come cominciare quel compito sulle "gioie del dovere"? Da suo padre, poliziotto obbediente agli ordini, a qualunque ordine, nella Germania di Hitler?