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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791257830076 Bellatrix. Vol. 2
Versi e racconti. Serie aperta 2 Galeotti Menotti - Polistampa, 2010 - Sagittaria. Opera
Scrive Rodolfo Tommasi nella Introduzione: "Tutto risulta puntuale, niente è casuale nella collocazione contenutistica e ritmica del volume, dalle diluizioni lentamente distillate del percepirsi diffuso nell'evocare (Deriva; Bianco e nero), all'estrema essenzialità espositiva, di timbro quasi orientale (Dopo la pioggia; A palazzo), dalla valenza psicagogica e iniziatica del fantasma nella e per la scrittura (Greta), a Il poeta, bellissimo ed emblematico racconto, traccia di romanzo e affilata metafora risucchiata dal gorgo del canto che la conclude: sopra sassi orme strette / lupi bianchi nella notte / sale il cielo dai castagni / sulla vetta".
Storie di strada Galeotti Menotti - Polistampa, 2012 - Sagittaria. Opera
Storie di strada - Polistampa
Nel segno della luna Leonori Cecina Leonora - Polistampa, 2007 - Sagittaria. Opera
Attraverso le pagine di questo volume (organizzato nelle sezioni Luna crescente, Luna piena, Luna calante, Luna nuova), Leonora Leonori Cecina si pone davanti allo specchio per ritrovare le proprie connotazioni profonde decisive nel "segno della luna" che, per tradizione, è sinonimo metamorfico di donna. Proprio come Diana, muove nei suoi territori chiaroscurali evocandone gli angoli di memoria e illuminandone il definirsi fra finito e infinito in sintonia con un discorso sulla notte che l'autrice svolge fino dai suoi esordi. La tecnica rappresentativa usata è quella dell'affioramento di ciò che Mario Luzi ha chiamato per lei "l'elargizione naturale". In questa difficile operazione, anche la dinamica dei versi, che al fondo muove dal settenario e dall'endecasillabo, evita svolgimenti melodici e si interrompe al momento giusto per lasciare spazio alla riflessione, acuta o amara, vergata con tratti da cartiglio sibillino, tanto più in un'opera come questa, dove la notte (il nero) fa da sfondo all'esercizio conoscitivo dell'autrice, che Stefano Lanuzza, nella prefazione, col suo acume critico, ha individuato come "luna bianca", cioè capace di generare "magia" positiva. Insomma, "nel segno della luna" la luziana "elargizione" è divenuta messe e la copiosità metaforica si è trasformata in poemetto identitario di scandita evidenza.