Libri di Roberto Mancini
Bibliografia di Roberto Mancini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Cataloghi
Prossime uscite della collana Cataloghi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791259551535 Primo disegno. Catalogo della mostra (Milano, 21 febbraio-30 marzo 2024). Ediz. bilingue
- 9791254633786 The only true protest is beauty. Ediz. a colori
- 9788864056500 Antonio Moretti
- 9788864055060 La baia della meraviglia. L'arte incontra il mare
- 9788850102006 Sanctia dicta sunt et debent
- 9788850101986 La rocca di Paolo II a Cascia
Tessere il mondo, l'invenzione della realtà e la costruzione di sé. Opere di Sara Bolzani e Nicola Zamboni Mancini Roberto De Simonis Paolo Capezzuoli Vinicio - Aska Edizioni, 2018 - Cataloghi
Nicola Zamboni e Sara Bolzani, "scultori sociali", resistono. Non sono contaminati dalle mode, non hanno timore di non essere originali, il loro principale obiettivo è esprimere concetti universali con semplicità e umiltà. Entrambi, del resto, sono classicisti convinti e autentici: per loro, come già per Johann Joachim Winckelmann, «l'umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza». E la bellezza, come ricorda sempre Zamboni, è «la più grande conservatrice della memoria». Le loro opere raccontano di uomini, di luoghi, di tradizioni; vivono a contatto con la carne del mondo e sono capaci di farci vedere in modo nuovo l'unico sogno possibile: la realtà.
Paolo Staccioli. Il viaggiatore immobile. Ediz. illustrata Mancini Roberto - Aska Edizioni, 2014 - Cataloghi
Nato a Scandicci nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta del Novecento, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. I personaggi che popolano la superficie delle sue ceramiche: giostre di cavalli giocattolo sospesi nell'aria e accompagnati da putti alati, suonatori di trombe, bambole e Pulcinella. Guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli si aggiungono ben presto alla folla già nutrita dei fantastici personaggi ed iniziano, dalla seconda metà degli anni Novanta, ad animare importanti collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Nei primi anni del Duemila, nella volontà di sperimentare nuovi materiali e, con questi, altre dimensioni espressive, Staccioli inizia a trasferire, senza comunque mai abbandonare l'amore per la lavorazione delle terre, le sue forme nel più duraturo bronzo, passando dalle ricerche con gli ossidi di rame a quelle con le patine metalliche. È in questa più recente fase che le sue figure acquistano una monumentalità prima ignota, che ancor più tende a fissare in una dimensione al di fuori del tempo i suoi cavalli e i suoi guerrieri.