Libri di Detienne Marcel
Bibliografia di Detienne Marcel: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Fuori Collana
Marcel Detienne (1935-2019), storico delle religioni, si è occupato in particolar modo dell'organizzazione religiosa e sociale dell'antica Grecia. Ha insegnato all'École Pratique des Hautes Études e alla Johns Hopkins University ed è stato direttore di ricerca in scienze religiose del CNRS. Tra le sue opere, nel catalogo Laterza:Il mito. Guida storica e critica (a cura di); Le astuzie dell'intelligenza nell'antica Grecia (con J.-P. Vernant); I maestri di verità nella Grecia arcaica; Dioniso a cielo aperto; Sapere e scrittura in Grecia (a cura di); La vita quotidiana degli dei greci (con G. Sissa); La scrittura di Orfeo.
Prossime uscite della collana Fuori Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282506021 Cronologia di una vita dal vivo
- 9791281956490 La festa del mio temporale
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281956346 Messina è una vertigine. Sopralluoghi e discorsi sul paesaggio
- 9791281936072 Il caso Charlie Kirk. Uno sparo dal buio
- 9791281936041 Miti e segreti del GP di Monaco
- 9791281640184 Il giorno migliore di sempre
- 9791281202917 Vaticano inconfessabile
- 9791281202900 Doganieri e finanzieri
- 9791281202887 Racconti dalla piazza del mondo
La cucina del sacrificio in terra greca Detienne Marcel Vernant Jean-Pierre - Bollati Boringhieri, 2014 - Fuori Collana
«La cucina è politica». Non è uno slogan a ricalco di più note parole d'ordine. Anzi, rispetto ad esse può invocare a pieno titolo la primogenitura: dall'alba della nostra civiltà, e per una decina di secoli, un rituale che in terra greca aveva a che fare con l'alimentazione perimetrò addirittura i confini dell'umano, inscrivendosi nel cuore stesso dello spazio politico, ossia nella vita pulsante della polis. Si tratta del sacrificio cruento degli animali domestici - buoi, pecore, capre, maiali -, i soli commestibili per il bestiario di allora. Seconda la liturgia celebrata da un macellatore-cuoco-sacrificatore, di cui si sono conservate le sequenze nella pittura vascolare, dopo la cremazione aromatica delle ossa, parti imputrescibili della vittima riservate agli dèi, e l'arrostitura dei visceri destinati a una ristretta cerchia di officianti e dignitari, le carni bollite venivano distribuite equamente tra i commensali, i cittadini maschi unici detentori dei diritti politici. Entro questo codice cerimoniale che, con poche, significative eccezioni come le Tesmoforie, proibiva alle donne l'uccisione rituale e le relegava ai margini del pasto sacrificale, si consumava ogni atto pubblico di rilievo, tanto che si riteneva sufficiente, per fondare una colonia, portare con sé dalla madrepatria uno spiedo e un pentolone con il fuoco. Proprio quel fuoco che il Prometeo del mito esiodeo aveva sottratto al cielo, e senza il quale agli umani sarebbero stati negati al contempo il cibo e la possibilità di costituire una società. Se oggi decifriamo l'architettura religiosa e civile del sacrificio nella grecità, lo dobbiamo agli scandagli transdisciplinari della scuola francese di antichistica, qui rappresentata da due maestri, Marcel Detienne e Jean-Pierre Vernant, e da altri grandi studiosi che, insieme, offrono uno dei migliori contributi alla conoscenza di una questione nodale. In mancanza di formulazioni esplicite tramandate, sono riusciti anche a ricostruirla per differenza, attraverso le dottrine e le pratiche dissidenti di chi non si riconosceva nell'ordine culinario della polis, dagli orfici e pitagorici vegetariani ai seguaci di Dioniso, che sbranavano crudi gli animali selvatici.