Libri di Mare
Bibliografia di Mare: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Donne Nel Mito
Mina Maresci Roberta - Gremese Editore, 2015 - Donne Nel Mito
È rimasta una protagonista assoluta della ribalta musicale anche da quando, nel 1978, ha scelto di autoesiliarsi dalle apparizioni pubbliche per vivere una vita più tranquilla. Ne aveva davvero bisogno, dopo un ventennio passato sotto i riflettori: amata, seguita, idolatrata, ma anche spiata e giudicata dall'Italietta benestante degli anni Sessanta. Le vicissitudini della sua tormentata vita privata - due figli da due uomini diversi, i gravi lutti di un fratello e di un ex marito entrambi morti sulla strada - hanno a lungo alimentato le chiacchiere di tutto un paese, affiancando i clamorosi successi artistici che la Tigre di Cremona intanto collezionava uno dopo l'altro: non solo su vinile, ma anche in indimenticabili stagioni televisive (impossibile dimenticare, per esempio, l'esibizione live con Lucio Battisti a "Teatro 10", nel 1972). Poi, con la sparizione dalle scene, il Mito si è ridotto all'essenziale: un volto trasfigurato sulla copertina dell'ultimo album e una voce miracolosamente intatta nel tempo, elargita al pubblico con la cadenza regolare di una produzione musicale ampia e versatile. Questo libro ci racconta la vita e la carriera dell'artista. L'unica che è diventata una star... per poi cercare di farlo dimenticare a tutti.
Raffaella Carrà Maresci Roberta - Gremese Editore, 2013 - Donne Nel Mito
Da ragazza forte di coscia a nostra signora della tv. La storia di Raffaella Carri è quella di un ombelico alla bolognese che ha rivoluzionato il costume. Di un caschetto d'oro, di un nome d'arte e di un pianerottolo romano, dove si affacciano le case dei suoi ex: Gianni Boncompagni e Sergio Japino. Soci e amici. Perché lei non si è mai sposata, ritenendo "il matrimonio come la Divina Commedia al contrario: prima viene il Paradiso, poi il Purgatorio e infine l'Inferno". Alla nostra soubrette più internazionale sono bastati tre minuti per diventare famosa nel programma "lo Agata e tu": "Ho ballato come nessuna aveva mai osato, ho rotto gli schemi, ho inventato lo show. In Rai erano sconvolti e, il giorno dopo, anche mia madre mi ha chiamato per chiedermi se ero veramente io", ricorda la Raffa nazionale. Che poi ha avviato la stagione dei miniquiz televisivi all'ora di pranzo, diventando la signora dei fagioli e coniando il termine "aiutino". Il suo sogno? "Diventare coreografa come Maurice Béjart, e avere dei figli, ma quando il desiderio di un bimbo è arrivato, il mio corpo non ce l'ha fatta". Viaggio nella vita della donna più amata dagli italiani tra vestiti, parole, desideri, politica, religione, scaramanzia, canzoni e televisione.
Maria Callas Maresci Roberta - Gremese Editore, 2013 - Donne Nel Mito
Da brutto anatroccolo a cigno reale. La storia di Maria Callas, sublime soprano specializzato sia nel canto di forza che nel canto acrobatico, è quella di una donna vissuta d'arte e d'amore, morta prematuramente e in grande solitudine. Adolescente grassa e complessata, colpevole di avere deluso una madre desiderosa di figli maschi, rivela ben presto quelle eccezionali doti canore che le apriranno la strada verso il successo. Insonne e miope, Maria è grafomane, scaramantica, ambiziosa, perfezionista e di grande carattere. Lo dimostra anche quando la sarta Biki le chiede di tornare in atelier con almeno trenta chili in meno. Così sarà: colpita nell'orgoglio, con determinazione feroce Maria si chiude nella sua camera, appende una foto di Audrey Hepburn e inizia una drastica dieta che la trasformerà fisicamente senza alterarne la voce prodigiosa. Ne vale la pena, ma il sacrificio è immenso, perché Maria è una patita del cibo e da brava cuoca annota le ricette dei suoi piatti preferiti ovunque vada. Mito intramontabile, ha diviso in due ere la storia dell'opera, "a.C." e "d.C", cioè prima della Callas e dopo la Callas, come lei stessa dice parlando di sé in terza persona. Ma la vita privata, segnata anche da una brevissima, tragica maternità, non è altrettanto luminosa. E la solitaria morte parigina evidenzierà un'ultima volta il divario tra la sicura potenza dell'artista e la complessa fragilità della persona.