Libri di Martino
Bibliografia di Martino: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Agape
La stella ostinata Martino Paolo - La Vita Felice, 2013 - Agape
"'La stella ostinata' è la raccolta di esordio di Paolo Martino, voce interessante e originale nel panorama italiano contemporaneo, che giunge felicemente a questo esito dopo un lungo lavoro connotato da un'accurata elaborazione, sottesa a una forte acribia. La raccolta è scandita in quattro sezioni omogenee tra loro: 'L'ora sospesa', 'Vibrati arcani', 'Dissipati incanti' e 'Illusive dimensioni', i cui titoli (ripresi dai versi della raccolta) potrebbero già considerarsi una dichiarazione di poetica. La poetica espressa dall'autore può essere definita neolirica, di una liricità fortemente ontologica. S'intravedono, in alcuni passaggi, sintagmi che, componendosi, producono venature neo orfiche. Accentuato è il carattere di un dettato rarefatto che tende alla dissolvenza e alla visionarietà. I versi costruiscono attraverso un ritmo fluido e serrato una forte densità metaforica e sinestetica. Icastico è l'uso frequente di un'aggettivazione 'spiazzante' ('i tramonti corrosi', 'la nudità pensosa', 'le mani autunnali', 'il cielo insoluto'). Tutti i componimenti sono senza titolo, elemento che ne aumenta la carica di mistero, sospensione ed evocatività. Con questa matura opera prima il poeta raggiunge esiti veramente alti che fanno ben intravedere un percorso che attendiamo dalle prossime opere." (Dalla prefazione di Raffaele Piazza)
Del distacco e altre impermanenze Martino Ketti - La Vita Felice, 2014 - Agape
"Sensazioni di estraneità, assenza, vuoto, smarrimento, rimpianto: queste le prime condizioni emotive che sollecitano il pensiero del lettore quando si imbatte nel volume di poesie di Ketti Martino. 'Del distacco e altre impermanenze' è un titolo a-poetico, esposto a una sorta di espiazione esorcizzante che, con secchezza e puntualità simbolico/oggettiva, condensa un'assenza psicofisica, metaforicamente espressa o rappresentata, intesa come una combinazione di forze ed energie in continua evoluzione. Un racconto lirico, quasi un monologo struggente ed evocativo dove la nerezza del male e della malattia sbiadisce, perché la poesia ha bisogno di uscire da sé per congiungere ogni spazio terreno ed essenziale, ogni sconcertante testimonianza intima, all'ascendenza intellettuale e spirituale del Creato. Le tre sezioni della raccolta conservano una forma poetica pura, viscerale, moderna che non trascina in cliché romantici e che non riporta segni di paradigmi ovvi di ispirazione tematico/esistenziale descrittivi di vita vissuta [...] La morte non è l'abbandono da ciò che è in comunione eterna con noi, perché è essa stessa parte della creazione; per questo motivo i componimenti di Ketti Martino cercano di instaurare una reciprocità caleidoscopica implicando movimenti e moltiplicazioni dialogiche con l'altro mondo..." (dalla prefazione di Rita Pacilio)