Libri di Susanna Mati
Bibliografia di Susanna Mati: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Andar Per Storie
Ninfa in labirinto. Epifanie di una divinità in fuga Mati Susanna - Moretti & Vitali, 2007 - Andar Per Storie
La ninfa. Il suo carattere inafferrabile emerge in questo libro da un excursus in cui si susseguono momenti filosofici e luoghi poetici. La sua figura misteriosa e appariscente si specchia nell'andamento narrativo del testo. Invasiva e maniacale, attratta verso il basso, mobiissima e incatturabile, di questa piccola semi-divinità è forse possibile reperire una 'filosofia' grazie ai concetti platonici di vita e movimento, attribuiti all'anima mundi. Attraversando la distesa delle sue successive incarnazioni femminili (Kore, Clizia, Arianna...), inevitabilmente si leverà una voce lirica - cantata da Porfirio, Nietzsche, Warburg, Montale... - che condurrà alfine a scorgere la drammatica reciprocità tra Ninfa e Labirinto: tra solitudine dell'anima e luogo del transito e della perdita. Da sempre incline alla discesa cosmica, questa creatura attraversa oggi un'indubitabile decadenza materiale; ma, quale emblema della Ninfa demonica, riesce ancora a costituirsi come un'inudibile, immanente musica delle sfere: il canto e il moto stesso del mondo.
La mela d'oro. Mito e destino Mati Susanna - Moretti & Vitali , 2009 - Andar Per Storie
Sono pochi i libri che, come ha detto Kafka, "mordono e pungono". La mela d'oro è un libro di questo tipo, inquieto e inquietante, che interroga con implacabile lucidità le tracce del destino, interrogando le parole con cui esso si è declinato nell'Occidente, nella terra estrema, che è, fin dall'inizio, sempre, sull'orlo del tramonto. Susanna Mati intesse così una storia, che la coinvolge e che ci coinvolge, che chiama a un viaggio che ci porta dal giardino delle Esperidi fino alla "regione piatta", la nostra, del nichilismo, guidati in questo viaggio dall'inesausto riflesso della mela d'oro, che ci segue e ci guida fin nelle caligini di una bassura inerte e apparentemente senza memoria. Infatti, anche quando si è tentati di cedere alla depressione nichilista, "come se fossimo accaduti senza nostra responsabilità", c'è qualcosa che spinge ad andare avanti. A narrare ancora se stessi, "riuscendo così a convincersi della giustezza della propria trama, riconoscendo e assolvendo il proprio fato". Paradossalmente è proprio decidendo e assolvendo il proprio fato nella narrazione, nella fabula, che si è portati oltre il destino stesso. Si è portati a riconoscere che la propria ricerca è dentro "l'inesausta ricerca-ricreazione da parte dell'intera cultura occidentale dell'hypermoron, di quell'impossibile che va al di là del destino".