Libri di Suketu Mehta
Bibliografia di Suketu Mehta: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Frontiere Einaudi
Questa terra è la nostra terra. Manifesto di un migrante Mehta Suketu - Einaudi, 2021 - Frontiere Einaudi
«Siamo qui perché voi siete stati lì»: è così che rispondeva il nonno di Mehta a chi gli chiedeva perché avesse lasciato l'India per l'Inghilterra. Una risposta semplice, diretta, così come è diretto Mehta nell'affrontare l'argomento in "Questa terra è la nostra terra". Partendo dalla sua esperienza personale - lo scrittore è emigrato ragazzo da Bombay a New York con la sua famiglia -, Mehta fa il giro del mondo per delineare il quadro della situazione in Occidente: dalla frontiera tra Messico e Stati Uniti, alla recinzione che separa il Marocco da Melilla, alle politiche islamofobe di molti governi europei, il sentimento prevalente è la paura. Perché le storie di chi ogni giorno lavora e lotta duramente per conquistare diritti che dovrebbero essere scontati sono offuscate dai discorsi altisonanti pieni di retorica populista. E allora tutti a difendersi, chiudersi, respingere invece di accogliere. È un errore, e Mehta lo racconta in questo vero e proprio manifesto a favore dell'immigrazione: non si può che trarre vantaggio dall'apertura, dall'accoglienza, dallo scambio. Appassionato, intenso, tenero, pieno di storie e personaggi memorabili, "Questa terra è la nostra terra" è una lucida lettura del presente, e un incoraggiamento a cambiare il futuro.
La vita segreta delle città Mehta Suketu - Einaudi, 2016 - Frontiere Einaudi
"Per la prima volta nella storia, la maggioranza degli esseri umani vive nelle città e non nei villaggi". E a partire da questo dato statistico, "il più importante dato statistico del nostro tempo", che in questo suo nuovo libro, il primo dopo "Maximum City", Suketu Mehta si immerge nella vita segreta delle città. Le città infatti hanno due possibili storie, una narrazione ufficiale e una non ufficiale, che non compare nei progetti dei pianificatori, negli opuscoli delle agenzie immobiliari nei dépliant turistici e nei discorsi dei politici, ma ha l'inconfondibile sapore della realtà. A conoscere e raccontare questa storia segreta sono soprattutto persone che in città vivono come ospiti sgraditi, i migranti, gli abitanti delle bidonville, i poveri che non possono più permettersi di restare in quartieri dove la loro famiglia abita da generazioni ma dove il costo della vita è diventato proibitivo. Ed è su di loro che Mehta concentra la sua attenzione, ascoltandoli e mettendo a confronto le loro esistenze con la propria vita di "migrante interlocale" che da quarant'anni fa avanti e indietro tra Bombay e New York, e sente di non appartenere né all'India né agli Stati Uniti, ma piuttosto ad Andheri e a Jackson Heights, i quartieri in cui abita nell'una e nell'altra. L'appartenenza a un'entità astratta come la nazione va sfumando per lui nell'inconsistenza, mentre un'importanza sempre maggiore assume "il tessuto della realtà fisica che ci circonda".