Libri di Melville
Bibliografia di Melville: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Biblioteca Del Vascello
Moby Dick or the whale. Ediz. illustrata Melville Herman - Robin Edizioni, 2016 - Biblioteca Del Vascello
Le illustrazioni, vere protagoniste di questa edizione e sin dall'origine riprodotte fotomeccanicamente da disegni a china, sono apparse la prima volta nel 1930 per Donnelly & Sons da The Lakeside Press di Chicago in tre volumi in quarto di millimetri 220 per 300. Quella edizione, di valore inestimabile, è inaccessibile. La nostra è stata composta ed impaginata sulla base della De Luxe Edition, apparsa nel 1937 nel formato ridotto di millimetri 140 per 185, ed in un solo volume, per la Garden City Publishing Co. L'indicazione De Luxe era per distinguerla dalla edizione Trade apparsa nel 1930 per i tipi della Random House. Nell'aletta di presentazione, riferendosi ai disegni brillanti e realistici che ricreano la storia di Achab, l'editore parla dell'opera come di un capolavoro destinato all'eternità; e la scelta di non pubblicare una traduzione ma di conservare il testo originale è infatti dettata dalla necessità di non alterare lo straordinario equilibrio creato dall'illustratore. A nostra conoscenza, inoltre, pur essendo stato pubblicato in numerosi paesi, il libro illustrato da Kent non aveva ancora avuto una edizione italiana degna del suo valore.
Diario italiano-Le statue di Roma Melville Herman Catucci M. (Cur.) - Robin Edizioni, 2025 - Biblioteca Del Vascello
L'11 febbraio 1857 Melville s'imbarca al Pireo su un vapore francese in partenza per la Sicilia, il Cydnus. Comincia, dopo il byroniano pilgrimage in Palestina, quel viaggio in Italia così a lungo desiderato e rimandato per anni che ha Roma come meta principale. Percorrerà l'Italia degli antichi Stati da sud a nord, da Messina a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna, risalendo ancora in un eccentrico andirivieni fino ad approdare sulla sponda svizzera del lago Maggiore. Viaggia in piroscafo, in diligenza e in treno, portando con sé un leggerissimo bagaglio - una modesta carpet-bag - proprio come un semplice viaggiatore di commercio. Raggiunta ognuna delle città d'arte previste dal suo itinerario, siano soste di poche ore, o permanenze di qualche giorno o settimana, Melville girovaga inesausto dall'alba al tramonto per strade, piazze, chiese e musei. Libero e indipendente come uno dei marinai dei suoi racconti, raramente lo troviamo in compagnia di altri americani, qualche volta sceglie di seguire giovani guide locali, volenterose, stravaganti o forse equivoche, ma è più spesso da solo. In albergo, alla sera, o all'alba prima di partire per la prossima meta, ricorda frettolosamente in rapide note - quasi scarabocchi, per la futura disperazione degli editori dei suoi Notebooks - i percorsi erratici e i nomi dei luoghi visitati, troncando con cursori etc. etc. l'elenco sommario delle opere d'arte osservate o, meglio, incontrate e riconosciute nella faticosa giornata. Perché, molto spesso, statue e quadri, che Melville sembra osservare per la prima volta nei musei e nelle chiese italiane, gli sono familiari per averne visto calchi in gesso o stampe a Boston o a New York. Perché, talvolta, aveva ricordato nei suoi romanzi e racconti quelle antiche statue e quegli antichi quadri per paragonarli ai suoi personaggi d'invenzione, o per meglio definire i luoghi delle loro avventure o suggerirne l'atmosfera. Nei musei, nei palazzi e nelle chiese, Melville può ritrovarsi finalmente faccia a faccia con la materializzazione del 'secondo termine' dei suoi paragoni letterari: l'Apollo del Belvedere a Roma e la Venere de' Medici a Firenze che aveva paragonato ai polinesiani Marnoo e Fayaway di Typee, il Perseo di Cellini, ancora a Firenze, al capitano Ahab in Moby Dick, un immaginario particolare di una scena di naufragio di Salvator Rosa usato per descrivere in Redburn l'aspetto di Jackson, il marinaio malvagio, etc. etc.