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Art. 2645 TER. Trascrizione di atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche Morace Pinelli Arnaldo - Zanichelli, 2017 - Commentario Del Codice Civile
L'art. 2645-ter cod. civ. introduce nell'ordinamento l'atto negoziale di destinazione, istituto idoneo a realizzare alcune delle finalità proprie del trust, con l'importante peculiarità di svincolare l'atto e l'effetto di destinazione dal trasferimento dei beni sottoposti al vincolo. Per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela è consentito ai privati vincolare, con efficacia reale e nell'interesse di un terzo (il beneficiario della destinazione), beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri. L'atto di destinazione incide sul diritto di proprietà del disponente e sottopone il bene destinato ad un particolare regime di circolazione e responsabilità. Produce, infatti, due effetti principali, tra loro indissolubilmente connessi: quello destinatario (il vincolo impone una determinata utilizzazione del bene, orientando i poteri dominicali alla realizzazione dello scopo della destinazione: i beni ed i loro frutti «possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione») e l'effetto della separazione patrimoniale (i beni destinati sono separati dal residuo patrimonio del disponente, con conseguente limitazione della sua responsabilità patrimoniale, essendo essi aggredibili solo per i debiti assunti per l'attuazione dello scopo della destinazione). Il confronto con l'art. 42 Cost. e l'art. 2740 cod. civ. induce ad una peculiare lettura del parametro della meritevolezza richiamato dalla norma: l'atto negoziale di destinazione postula la presenza di finalità non lucrative, rilevanti sul piano etico e sociale, la cui realizzazione, in generale, integra un valore preminente rispetto alla tutela dei diritti dei creditori (art. 64 legge fall.). Per tale motivo deve ritenersi che, entro ragionevoli limiti, l'atto di destinazione non sia assoggettabile alla revocatoria, ordinaria e fallimentare, non sia impugnabile ai sensi del nuovo art. 2929-bis cod. civ., sia esente da riduzione, collazione e revoca per sopravvenienza di figli. Dell'atto di destinazione si analizzano gli aspetti strutturali e funzionali, il problematico regime fiscale, le possibili applicazioni pratiche. Particolare attenzione è riservata alla destinazione nell'interesse della famiglia, anche alla luce delle nuove leggi sulle unioni civili e le convivenze di fatto (legge 20 maggio 2016, n. 76) e sulla tutela dei disabili gravi (legge 22 giugno 2016, n. 112, c.d. «Dopo di noi»), sottolineandosi - tra l'altro - la possibilità del ricorso all'atto negoziale di destinazione in alternativa al fondo patrimoniale, quale più efficace strumento per la soddisfazione dei bisogni della famiglia, nonché per la realizzazione delle esigenze dei singoli componenti deboli della comunità familiare.
Commentario del codice civile. ART. 2602/2620. Consorzi per il coordinamento della produzione e degli scambi Mosco Gian Domenico - Zanichelli, 2017 - Commentario Del Codice Civile
I consorzi e le società consortili sono oggi i principali strumenti messi a disposizione dall?ordinamento per la collaborazione tra imprese. Inizialmente considerati dal codice civile sotto il profilo della concorrenza, la pratica prima e poi lo stesso legislatore ne hanno esteso l?uso da parte di imprese d?ogni dimensione, con un?inusuale ricchezza di interessi perseguiti e di contenuti contrattuali e organizzativi.Un successo, confermato da una diffusione in tutti i settori eco-nomici che supera le 30.000 unità, che è dovuto sia a una corni-ce normativa ormai nota e consolidata, sia alla ricca legislazio-ne speciale in materia, sia alla trasformazione in punti di forza di fattori che sono stati a lungo visti in chiave negativa, come l?ampiezza della nozione, una disciplina organizzativa essenzia-le, precorritrice di quella della s.r.l. dopo la riforma del 2003, la limitazione della responsabilità nei consorzi imprenditori, l?uso in funzione consortile delle società.Il commento fornisce indicazioni non solo teoriche ma prati-che, dà conto delle principali figure consortili disciplinate dal-le leggi speciali, esamina i più recenti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali, frutto questi ultimi di decisioni che negli anni sono divenute numerose. Pur tenendo presente il passato dei consorzi, si cerca di comprenderne i contenuti attuali e di in-travederne i possibili sviluppi operativi e di regolamentazione.Sono di guida i precedenti commenti agli art. 2602-2620 del prof. Remo Franceschelli, l?ultimo pubblicato nel 1992.