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Il collegio dei nobili di Parma. La formazione della classe dirigente (secoli XVII-XIX). Atti del Convegno nazionale (Fornovo, 22-24 maggio 2008) Mora A. (Cur.) - Monte Università Parma, 2013 - Crisopoli
Il Collegio dei Nobili di Parma è stato uno degli istituti educativi più noti e illustri d'Europa nel mondo d'antico regime. Fondato da Ranuccio I Farnese nel 1601 e affidato ai gesuiti, il Collegio conobbe un successo crescente, fino a ospitare quasi trecento allievi verso la fine del Seicento. Formò numerosi vescovi e cardinali, un papa (Innocenzo X), futuri sovrani, intellettuali del calibro di Scipione Maffei, Cesare Beccaria e Pietro Verri. Nel 1831 la duchessa Maria Luigia decise di fondere il Collegio, ormai in decadenza, con il "borghese" Lalatta, dando vita a un nuovo istituto di educazione - cui diede il proprio nome - che è a tutt'oggi operante. Dello splendore dell'antica sede non resta più nulla, così come è andata sfumando la memoria del prestigio conseguito un tempo dal "Seminarium nobilium", fiore all'occhiello dei Farnese prima e dei Borbone poi. In questo volume sedici studiosi, tra cui storici, architetti, musicologi, letterati, ricostruiscono l'immagine perduta dei luoghi che ospitarono i rampolli della migliore aristocrazia italiana ed europea, intenti a studiare i classici, pregare e apprendere le buone maniere, ma pure a tirare di scherma, fare musica, danzare, recitare a teatro, montare a cavallo, cacciare, giocare alle "cuccole"...
Le comunalie. Duemila anni di comunismo Mortali Antonio Mortali Giuliano - Monte Università Parma, 2012 - Crisopoli
Esiste un luogo in cui da millenni l'individuo cede il passo alla comunità, in cui la solidarietà è un obbligo non solo morale, in cui l'ambiente e la natura vengono tutelati. Questo luogo è un'istituzione antichissima: la Comunalia, bene collettivo che non tollera lo sfruttamento individualista e che aspira a un mondo migliore per le generazioni future. A seguito di una lunga e meticolosa ricerca svolta dagli autori presso archivi di Stato, parrocchiali e comunali sono emersi importanti documenti che hanno messo in evidenza la rinnovata attualità della Comunalia, sia come istituzione sia come modello di gestione delle risorse del territorio compreso tra le valli del Taro e del Ceno. Il libro mostra come la messa "in comune" dei beni sia il fulcro della sostenibilità ambientale, economica e sociale: l'esperienza millenaria delle Comunalie fornisce, quindi, un modello alternativo di sviluppo lungimirante e democratico.