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Padre Francesco Saverio Brunani da Fiorenzuola, cappuccino. Fede e amore di patria. La via difficile all'unità italiana per un cattolico liberale Camurani Ercole - Mattioli 1885, 2011 - Archivi Storici
La vita di padre Francesco Saverio Brunani da Fiorenzuola, cappuccino, ha percorso tutto l'Ottocento dai moti aurorali dell'Unità Italiana del '31 al crepuscolo del '70. Soprattutto fu partecipe di quegli anni, 1859-1866, brevi, ma intensi, in cui pareva possibile ogni cosa, in cui i miracoli parevano sortire dalla buona volontà degli uomini per quella rara, quasi impossibile concordanza di propositi tra popolo e classi dirigenti, che realizza appunto le grandi e durature trasformazioni epocali della società. La biografia del cappuccino riflette questa trasformazione epocale della società nella quale crede, ma nel dilacerante conflitto tra una profonda vocazione religiosa ed una cosciente comprensione civile. Conflitto interiore tanto più difficile da risolvere per il candore con cui vive entrambe le professioni, religiosa e civile, per cui si acqueta nella rinuncia, abbandonandosi all'obbedienza con l'esclusiva dedicazione di se alla vita monastica: "Tutto che la mia mente non mi persuadesse di aver errato". Una biografia esemplare e paradigmatica per tutti i religiosi che vissero quel quinquennio, credendo possibile di coniugare fede ed amore di patria, carità cristiana e virtù civili, l'integralità di essere buon cattolico e buon cittadino.
Dalla Banca Parmense alla Banca d'Italia. Il credito a Parma prima e dopo l'Unità dai documenti inediti degli Archivi di Stato di Parma e della Banca d'Italia Camurani E. (Cur.) - Mattioli 1885, 2013 - Archivi Storici
Il volume è dedicato alla ricostruzione della nascita del primo Istituto di Credito ordinario nei Ducati, la Banca Parmense, e la sua acquisizione da parte della Banca Nazionale di Torino che la trasforma in propria sede sul territorio. Sorta al tramonto della Dinastia Borbonica con la protezione di Luisa Maria e dei suoi Ministri quale strumento di sviluppo dell'economia dei Ducati, venne prontamente riconosciuta dal nuovo Governo dell'Emilia di Luigi Carlo Farini e, dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, divenne la sede della Banca Nazionale di Torino che, di lì a poco, Quintino Sella la volle Banca d'Italia. La ricostruzione è fatta sui documenti inediti conservati nell'Archivio di Stato di Parma per la parte relativa all'età Ducale e sui documenti forniti dall'Archivio Storico della Banca d'Italia all'autore per le trattative con la Banca Nazionale e per il successivo atto di acquisto delle Azioni possedute dagli oltre trecentocinquanta azionisti della Parmense. L'elenco degli Azionisti,in ordine alfabetico, offre un rilevante spaccato della società parmense e piacentina del tempo, con le qualifiche di ogni socio, la sua professione ed il numero di Azioni posseduto. Larga la presenza di nobili, ma soprattutto di funzionari civili e militari del Ducato, molti commercianti, donne ed ebrei, numerosissimi i laureati; solo una decina gli enti economici, tra cui Banchi di Milano, Livorno e Reggio Emilia. Si notano anche albergatori e due ostesse. Prefazione di Andrea Zanlari.