Libri di Margherita Oggero
Bibliografia di Margherita Oggero: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Coralli
Non fa niente Oggero Margherita - Einaudi, 2017 - I Coralli
Esther e Rosanna stipulano un patto, per qualcuno forse scandaloso, inaccettabile. Un patto che cambia per sempre le loro vite. Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l'Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, la sua libertà, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, dall'intelligenza tormentata, la cui eleganza sconcerta l'arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura determinata e sensuale, ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos'abbiano in comune due donne cosi, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d'insegnarsi qualcosa l'un l'altra. Un giorno Esther domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, «come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara». Il loro universo non esclude affatto gli uomini. Esther è legata al marito Riccardo da una complicità generosa e Rosanna ama Nicola con un'irruenza passionale, che trova negli assolo e nelle improvvisazioni jazz la sua colonna sonora. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle: dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni delle rivolte studentesche e il terrorismo, fino alla caduta del muro di Berlino. I giorni si riempiono di cose da fare, giacche di pannofix, segreti condivisi, paure, entusiasmi, scommesse, Fiat 1100 che arrancano su autostrade pericolose appena costruite. E la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai più sole.
Le piccole viltà Oggero Margherita - Einaudi, 2026 - I Coralli
In questo romanzo tutti nascondono qualcosa: una bugia, un piano d'evasione, un'attività non proprio legale, un senso di colpa, un'amante, una mannaia avvolta in un lenzuolo, un desiderio. Con la storia di Marianna, e della sua famiglia un po' storta ma vitale, Margherita Oggero smaschera le vigliaccherie che facciamo a fin di bene, anche quando quel bene è soprattutto il nostro, e fotografa la metamorfosi della sua Torino, del Paese e dei nostri sentimenti. E scopriamo che una cosa, nel tempo, non cambia: siamo fatti delle scelte che non affrontiamo, delle parole che non diciamo, dei compromessi ai quali ci addestriamo per non sentirci mai del tutto colpevoli, mai davvero innocenti. Incontri fortuiti, incidenti, coincidenze, ritardi; ma anche rinvii, omissioni, autoassoluzioni: le vite raccontate in questo romanzo procedono per aggiustamenti successivi, sulla scorta di decisioni prese quasi senza pensarci e poi difese per abitudine. Sono le vite di Valentina, che tra l'amore per il marito e quello per la figlia sceglierà per sempre il primo, e di Giuliana, la sorella piú mansueta che si è intestata l'accudimento della nipote, messa lí dal caso o dal destino a occupare il posto della bambina che non ha avuto. Tanto diverse, queste due sorelle, e altrettanto diversi i loro uomini: un cuoco fascinoso e di successo che gira il mondo tirandosi dietro l'inseparabile moglie, e un infermiere senza ambizione che si è ritrovato a far carriera. E poi c'è Rosita, arrivata per lavoro e rimasta per amicizia, che dopo essere finita nelle mani di un marito violento prepara la vendetta ma incappa in un imprevisto spiazzante; prova che anche la giustizia, come gli affetti, spesso funziona per rattoppi, soluzioni temporanee o colpi di fortuna. Al centro di questa costellazione Marianna, detta Mimina, che alla soglia dei trenta non ha particolari traumi né un'infanzia infelice da rivendicare. Eppure, forse, dalla sua famiglia un po' instabile ma mai crudele ha imparato a non chiedere troppo, a restare un passo indietro, a lasciare che le cose vadano come vogliono. E le cose - il caso o il destino - vogliono Kevin, informatico brillante e pure belloccio che non le nasconde la sua attrazione ma qualcos'altro sí. Percorso da un'ironia sorniona e scritto con una lingua mobile che restituisce caratteri e generazioni, Le piccole viltà guarda alle bassezze umane con prossimità affettuosa e racconta i molti modi in cui ce la raccontiamo - i modi in cui impariamo a restare a galla.