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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Anticorpi
Exit Only. Cosa sbaglia l'Italia sui cervelli in fuga Pastorella Giulia - Laterza, 2021 - Anticorpi
«Sono stufa del fatto che l'opinione pubblica e i politici considerino noi cervelli in fuga o privilegiati traditori o disgraziati vittime delle circostanze. Vorrei che questo libro facesse breccia nell'immaginario comune contribuendo a costruire una nuova narrazione.» La storia della generazione perduta di talenti è davvero come la raccontano? L'Italia è colpita dal fenomeno quanto gli altri grandi paesi europei ma con alcune evidenze preoccupanti che rendono la situazione più drammatica, come l'accelerazione dell'emigrazione qualificata negli ultimi dieci anni e la scarsità di laureati prodotti dal nostro sistema educativo. Gli effetti negativi della fuga di cervelli sono particolarmente evidenti quando, come nel caso dell'Italia, tende a essere una fuga unidirezionale. Il libro si propone di sfatare alcuni miti, indagare il fenomeno da una prospettiva internazionale più ampia e dare voce a chi è partito, grazie alle testimonianze raccolte dall'autrice. Un paese o un governo che si voglia occupare di talenti deve pensare a come svilupparli e dar loro opportunità affinché restino, ma anche a come attirarli da altrove. Prefazione di Federico Rampini.
Notizie S.p.A. Pluralismo, perché il mercato non basta Polo Michele - Laterza, 2010 - Anticorpi
In questo saggio chiaro e appassionato, un economista della Bocconi spiega i meccanismi attraverso cui la concorrenza nel mercato dei media lasciata a sé stessa, senza una efficace regolamentazione, spinge verso una progressiva concentrazione. Le ragioni sono diverse e Michele Polo le illustra in maniera comprensibile a tutti, ad esempio mostrando come (soprattutto in televisione) gli investimenti necessari per attrarre quote significative di pubblico (e di pubblicità) siano altissimi: basta pensare ai compensi dei presentatori televisivi più famosi. Oggi in Italia l'informazione passa per la stragrande maggioranza dei cittadini attraverso la televisione. E il mercato televisivo è sostanzialmente in mano a due sole aziende - Rai e Mediaset - che si spartiscono gli spettatori e la torta pubblicitaria. La conseguenza è un peggioramento costante della qualità dell'informazione, ad esempio nel modo di enfatizzare il problema della sicurezza contrariamente a quanto ci dicono le statistiche o nell'omissione delle notizie sgradite ai potenti. Un problema che va affrontato non solo dal punto di vista politico ma anche attraverso una opportuna legislazione antitrust, di cui Polo offre nel saggio i lineamenti essenziali.
Contro il decoro. L'uso politico della pubblica decenza Pitch Tamar - Laterza, 2013 - Anticorpi
Decoro è termine che viene utilizzato per significare cose diverse. Un comportamento è "decoroso" quando è adeguato al tipo di persona e al contesto in cui si dispiega: una casa è "decorosa" quando è pulita e in ordine. Il sostantivo "decoro" e l'aggettivo "decoroso" non si applicano a tutte le posizioni sociali: i ricchi e i potenti non hanno bisogno di imporsi regole di decoro. Anzi, il loro valore si manifesta nell'ostentazione non solo di beni costosi, ma di uno stile di vita che a sua volta esibisce l'assoluta noncuranza verso i limiti imposti a tutti gli altri. Dove l'"indecenza" è ciò che conviene ai molto ricchi, il decoro è ciò che viene proposto e imposto a un ceto medio impoverito e impaurito e a tutti coloro i cui desideri e passioni non sono facilmente incanalabili verso il consumo di merci. Il decoro giustifica politiche nazionali e locali volte a tenere a bada i giovani, le donne, i migranti, e a indirizzare paure e scontento. Il decoro distingue tra perbene e permale: mediante questa divisione il governo ottiene consenso nel contesto di una situazione in cui il ceto medio vede minate alle radici le sue basi economiche e culturali. Il richiamo al decoro ne è parte integrante.