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Famiglie stra-ordinarie. Accogliere i bambini e le famiglie non tradizionali a scuola. Riflessioni, percorsi educativi, strumenti Picerno Gabriella - Aracne, 2016 - In-Con-Tra
Le immagini delle famiglie odierne sono molto sfumate e decisamente complesse. Negli ultimi anni si è passati da una struttura familiare tradizionale, consolidata storicamente e socialmente accettata e diffusa, a forme familiari flessibili e duttili ai cambiamenti sociali e affettivi. I mutamenti avvenuti portano inevitabilmente a parlare di "famiglie" pensando a nuclei che si formano e si organizzano intorno agli affetti primari, con caratteristiche anche molto diverse: ricomposta, omogenitoriale, mononucleare, adottiva, affidataria. La scuola è sempre più coinvolta in questa trasformazione, tanto da avere al suo interno, a seconda dei territori, nuclei familiari sempre meno vicini a quello tradizionale. La presenza di bambini con culture familiari molto diverse pone diversi quesiti all'interno del corpo docente. Cosa fare? Come accogliere questi bambini e le loro famiglie? Come affrontare questi argomenti con gli alunni? Il volume intende suscitare una riflessione e un confronto all'interno dei team di lavoro, attraverso strumenti utilizzabili con bambini dell'età della scuola primaria, ma adattabili anche a fasce d'età superiori o inferiori.
Carcere e potere. Interrogativi pedagogici Pirè Valeria - Aracne, 2014 - In-Con-Tra
Questo lavoro si propone di leggere il rapporto tra carcere e potere ribaltando la prospettiva delle analisi più diffuse sull'educazione in carcere e individuando, nelle distorsioni del potere che paralizzano o deviano lo sviluppo delle relazioni umane all'interno del carcere, il seme di una più grave patologia che incide sulla sana attuazione di una pedagogia penitenziaria. Con il sussidio di utili strumenti di decodifica dei meccanismi propri del carcere, si è ricostruito un percorso di sviluppo delle relative dinamiche formative proponendo una lettura fortemente connotata da un'impostazione fenomenologica, senza perdere mai di vista il nucleo fondamentale del discorso pedagogico: la persona. Per rendere tale lettura capace di reggere l'impatto con un contesto incancrenito da logiche non sempre compatibili con il mandato costituzionale e con gli obiettivi della "rieducazione", si è provato a immaginare una pedagogia che "si sporchi le mani" e non si sottragga mai a una costante e continuativa "messa alla prova" di progetti e risultati.