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Le carte e le pagine. Fonti per lo studio dell'editoria novecentesca Parasiliti A. G. (Cur.) - Unicopli, 2017 - L'europa Del Libro
Le carte e le pagine: fonti per lo studio dell'editoria novecentesca è frutto dell'omonimo convegno svoltosi il 4 maggio 2016 presso l'Università Cattolica di Milano e promosso dal Master universitario di secondo livello in Professione editoria cartacea e digitale. È noto che il termine "archivio" indichi una "raccolta ordinata e sistematica di documenti pubblici e privati". Ma ovviamente, per quel che riguarda l'opera editoriale, e quindi per tutto ciò che concerne le azioni preliminari alla realizzazione materiale di un volume, questo lavoro di raccolta ordinata e sistematica non è sempre avvenuto. Tuttavia, quelle che semplificando potremmo chiamare "le carte dell'editore" ci consentono, per dirla con Roger Chartier, di «ascoltare il passato con gli occhi», e di rivivere, ancora prima che studiare, l'immenso lavorìo che sta nel retropalco di un grande progetto editoriale, con tutto il suo groviglio di relazioni e l'invadenza del contesto.
«Buoni libri» per tutti. L'editoria cattolica e l'evoluzione dei generi letterari nel secondo Ottocento Piazza Isotta - Unicopli, 2009 - L'europa Del Libro
Se negli ultimi anni molti sforzi sono stati dedicati al recupero dell'editoria di "larga circolazione", ancora trascurata risulta tuttavia una produzione popolare di matrice religiosa che, sviluppatasi nel secondo Ottocento, ebbe un ruolo significativo nell'ampliamento del pubblico e nelle trasformazioni del mercato. Il volume indaga la questione da due punti di vita: da un lato, ricostruisce il quadro storico dell'editoria cattolica dal 1850 agli anni Novanta e, dall'altro, descrive l'evoluzione delle forme letterarie proprie di questa esperienza, che contribuirono in forma originale all'affermarsi dell'egemonia del romanzo.
Scrivere per vivere. Romanzi e romanzieri nell'Italia di fine Ottocento Perozzo Valentina - Unicopli, 2020 - L'europa Del Libro
Tra il 1870 e la fine del secolo in Italia vengono pubblicati circa 2545 romanzi inediti. Questi volumi sono l'opera di un migliaio di italiani colti che decidono di cimentarsi con un genere, il romanzo, recente per la storia letteraria ma già fondamentale nel panorama del mercato editoriale. Alcuni di questi romanzi hanno autori i cui nomi sono a noi ben noti e hanno assunto nel tempo un connotato artistico, altri sono volumi che non vengono letti da almeno un secolo e che per gli stessi contemporanei non erano degni di attenzione, ma tutti, indifferentemente, fanno parte dello stesso sistema produttivo, del campo del romanzo, per dirla con Bourdieu, all'interno del quale ogni autore si muove. Il libro, nella prima parte, si prefigge di dare una panoramica esaustiva della produzione narrativa italiana degli ultimi trent'anni dell'Ottocento dal punto di vista quantitativo e sociologico, ricostruendo una geografia del romanzo che tiene conto delle differenze territoriali all'interno della penisola e delle interazioni con l'editoria straniera, soprattutto francese. Nella seconda parte i protagonisti sono i circa 1050 scrittori che hanno pubblicato almeno un romanzo nel trentennio finale del secolo. Chi sono i romanzieri italiani di fine Ottocento? Da dove venivano, quale formazione avevano seguito? Cosa significava per loro scrivere un romanzo? Quali erano le loro aspettative e i loro obiettivi? Quali strategie dovevano intraprendere per inserirsi al meglio nel sistema editoriale? A partire da una banca dati, che repertoria le informazioni sui romanzi e sui loro autori, si è ricostruito un passaggio fondamentale della storia letteraria ed editoriale italiana, durante il quale la scrittura si avvia ad essere quello che può essere chiamato un mestiere.