Libri di Panzetta
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Felice Tosalli 1883-1958. Ediz. illustrata Panzetta Alfonso - Fioranna, 2021 - Arti Plastiche. Scultura
Per tutta la prima metà del Novecento Felice Tosalli porterà avanti un doppio registro espressivo, sempre di qualità altissima e controllata. Se nella produzione animalista Tosalli si mostra originale e unico, senza parallelismi, richiami o similitudini con la produzione di nessun altro scultore del genere in Europa, e tantomeno in Italia, al punto che oggi la critica lo considera il più grande conoscitore dell'anatomia comparata, autore di animali compresi in modo profondamente empatico; nelle sculture di figura, invece, Tosalli mostra un'altra sua specificità e unicità nel panorama artistico italiano della prima metà del Novecento: la sua profonda cultura internazionale e nello specifico mitteleuropea - tra Monaco e Vienna - in grado di rielaborare e far proprie le atmosfere di Fernand Khnopff, Max Klinger, Franz von Stuck e di tutta la fronda Jugend, facendole colloquiare con il "realismo magico" del Novecento italiano, una peculiarità di ricerca che rende l'artista originale e di grande interesse, non solamente nazionale.
Animali e «Animaliers» nella scultura italiana tra Neoclassicismo e Novecento Panzetta Alfonso - Fioranna, 2020 - Arti Plastiche. Scultura
In Italia, già a partire dagli ultimi decenni del Settecento, grazie alla presenza dei modelli di riferimento, l'attenzione per la raffigurazione animalista è tale che molti scultori iniziano a dedicarsi a questo genere artistico, coniugando la terribilità della scultura antica con la forza dei modelli cinquecenteschi. Da questo momento, il genere animalista nella scultura italiana è sempre presente e persistente per tutto il corso del secolo XIX, seguendo in parallelo le ricerche naturaliste e romantiche prima, e quelle realiste poi, con una linea di continuità creativa che prosegue vivacissima nella seconda metà del secolo e, ininterrotta, giunge al XX secolo risultando ancora oggi, nel contemporaneo, molto praticata dagli scultori italiani emergenti. Una inequivocabile attenzione al genere, certamente in contrasto con quanto sostenuto da tutta la critica francese - anche la più recente - secondo la quale la scultura animalier, "che non risulta praticata dagli italiani", nasce in Francia in epoca romantica a far capo dall'esposizione della «Tigre che divora un coccodrillo» di Antoine-Louis Barye al Salon parigino del 1831.