Libri di Parmiggiani
Bibliografia di Parmiggiani: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Cataloghi
Prossime uscite della collana Cataloghi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791254633984 Mimmo Jodice. Mediterraneo. Ediz. italiana, inglese e francese
- 9791254633786 The only true protest is beauty. Ediz. a colori
- 9788864056500 Antonio Moretti
- 9788864055060 La baia della meraviglia. L'arte incontra il mare
- 9788850102006 Sanctia dicta sunt et debent
- 9788850101986 La rocca di Paolo II a Cascia
Raciti. Catalogo ragionato dell'opera pittorica 1950-2022. Ediz. illustrata Parmiggiani S. (Cur.) - Skira, 2023 - Cataloghi
Il primo catalogo ragionato dell'opera pittorica di Raciti, considerato uno dei maestri del astrattismo italiano del dopoguerra Mario Raciti (Milano, 1934) è uno degli artisti italiani di più intenso lirismo che, negli ultimi settant'anni, abbiano condotto un'autonoma, sempre lucidissima ricerca sul linguaggio e sul senso del dipingere nel proprio tempo. Ha utilizzato gli strumenti e le tecniche della pittura per cercare di dare volto - lasciando tuttavia trasparire solo tracce, frammenti di immagini, larve di suggestioni - a ciò che per l'artista stesso resta segreto, inafferrabile, essendo peraltro non rappresentabile nella sua compiuta totalità. Il Catalogo dell'opera pittorica di Raciti documenta, in circa 2.200 immagini, il suo percorso: dopo gli esordi nei primi anni Cinquanta, già negli anni Sessanta si viene catapultati dentro un mondo incantato, di favola, con immagini allungate. Gli anni Settanta sono all'insegna di ciò che l'artista stesso chiama "presenze-assenze": ripartizioni spaziali del sogno, segni sottili, eleganti che corrono sulla tela con la forza di un bisturi che scarnifica le cose, e ammassi nerastri che, alla metà del decennio, paiono evocare un altrove, uno spazio "altro", l'eco, il riverbero di qualcosa che se ne sta fuori, al di là del dipinto. Negli anni Ottanta, la complessità spaziale aumenta, si frantuma e l'artista si misura con l'evocazione del mito, rivisitando alcune delle vicende saldamente presenti nell'immaginario umano. Le opere degli ultimi trent'anni introducono spesso toni più scanditi e caldi, mentre Raciti rivisita temi e immagini che sono un perenne anelito, una continua tensione a catturare qualcosa che appena si mostra e subito si dissolve, nello spirito di quel simbolismo che tanto affascina l'artista. Curato da Sandro Parmiggiani con la collaborazione di Iacopo Pesenti e di Carlotta Ghiretti, il Catalogo riproduce 2.200 dipinti che consentono di seguire l'evoluzione della pittura di Raciti, un cammino documentato da vasti apparati bio-bibliografici, comprese le tante mostre personali e di gruppo (tra le quali, la sala personale nella Biennale di Venezia del 1986).
Enrico Della Torre. Catalogo generale dell'opera grafica. Ediz. illustrata Parmiggiani S. (Cur.) - Skira, 2012 - Cataloghi
Il volume, curato da Sandro Parmiggiani, pubblica tutte le 440 incisioni che Della Torre ha realizzato dal 1952 a oggi, corredate da schede minuziose, comprensive della tiratura e della dimensione delle lastre e dei fogli di carta utilizzati per ciascuna opera. Accanto al testo del curatore, è presente anche un contributo di Ernesto Ferrero, oltre a una ricca antologia critica e agli apparati completi, comprendenti la biografia dell'artista, la bibliografia e l'elenco delle esposizioni. Nel percorso artistico di Enrico Della Torre (Pizzighettone, 1931), il corpus dell'opera grafica ha un'importanza fondamentale per meglio comprendere la genesi segreta del lavoro di questo maestro dell'astrattismo lirico che, partendo agli esordi da un dato di natura trasfigurato, ha poi sempre saputo fondere realtà e immaginazione: acqueforti, litografie e silografie sono state a volte, in Della Torre, pur nella totale autonomia del loro linguaggio, luogo di sperimentazione e di rivelazione di intuizioni che poi sono trasmigrate nei suoi dipinti.
Antonio Ligabue. Ediz. a colori Parmiggiani S. (Cur.) - Skira, 2018 - Cataloghi
La triste odissea di Antonio Ligabue inizia a Zurigo il 18 dicembre 1899, quando Elisabetta Costa, emigrata italiana, lo dà alla luce; un emigrato, Bonfiglio Laccabue, originario di Gualtieri (Reggio Emilia), sposa la donna e riconosce il bambino, pur non essendone il padre - Antonio è già stato dato in affido a una famiglia svizzero-tedesca. Nel 1919, dopo una vita errabonda e travagliata, di cui si ricorda la passione per gli animali e per il disegno, viene espulso dalla Svizzera. Approda a Gualtieri: parla il tedesco, fa, per sopravvivere, i lavori più umili, come lo scarriolante sugli argini del Po, dorme per anni in un capanno nella golena, in qualche stalla e fienile. Ormai "straniero in terra straniera", sa che la patria è perduta e che d'ora in poi sarà il tempo dell'esilio. Lo salvano dal naufragio la volontà e la consapevolezza di essere artista: scolpisce con l'argilla che trova nei campi; disegna animali e dipinge intensamente dopo l'incontro, nell'inverno 1928-1929, con Marino Mazzacurati. Irriso e umiliato, vive tra ostilità e indifferenza; subisce tre ricoveri nell'Istituto psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, ma sarebbe fuorviante classificarlo tra i "naif" o gli artisti della "follia": Ligabue è un "espressionista tragico", cui si debbono opere di straordinario fascino e forza comunicativa, nelle quali convivono visionarietà e gusto decorativo. Lo testimoniano i dipinti delle lotte senza tregua tra gli animali selvaggi, e gli autoritratti, specchio di un disagio esistenziale che non può essere lenito. Il suo valore di artista è a lungo non riconosciuto - cede le proprie opere in cambio di ciò che gli serve per vivere -; solo nella seconda metà degli anni cinquanta cresce l'interesse per i suoi lavori. Ma la malattia e la morte battono alla porta: Antonio Ligabue scompare il 27 maggio 1965.