Libri di Grazia Patane Maria
Bibliografia di Grazia Patane Maria: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Euterpe
Il ponte di Varolio. Versi in suggestioni bilaterali e altro Patanè Maria Grazia - A & B, 2019 - Euterpe
Il ponte di Varolio indica quella parte del cervello posta tra il cervelletto e il midollo spinale, sede dove si elabora la sintonizzazione dei suoni. Il libro si divide in due parti: Versi inquieti, che si lasciano suggestionare dalle potenzialità uditive del tono binaurale, e Versi quieti, poesie che si riferiscono al primo periodo dell'autrice. In questi componimenti chiaramente non viene riprodotto il tono binaurale, cosa assolutamente impossibile, ma la sua suggestione è servita a stimolare l'autrice a trattare la parola come materia fonica viva, personale e multidimensionale, allo scopo di esprimere vibrazioni nuove, capaci di trasportare il campo uditivo verso armonie inedite e significati non altrimenti intuibili.
Come la larva del bombice del gelso Patanè Maria Grazia - A & B, 2011 - Euterpe
La larva del bombice del gelso, come è noto, è una falena addomesticata dall'uomo al solo scopo di produrre il prezioso filato, ottenuto sacrificando se stessa. Le poesie di questa raccolta partono da un'esperienza tragica trasformata in occasione per osservare con disincanto malinconico la vita di tutti i giorni e gli avvenimenti a essa connessi. Il titolo allude al processo della produzione della seta, tanto sublime quanto tragico al tempo stesso, poiché non si conclude con l'ambita trasformazione della larva in farfalla: la larva del bombice del gelso, come è noto, è una falena addomesticata dall'uomo al solo scopo di produrre il prezioso filato, ottenuto sacrificando se stessa. Gli elementi autobiografici e l'osservazione quasi fotografica della realtà, spesso crudele, sono i fili di seta con cui l'autrice realizza le sue vesti nuove.
Sulle palme delle mie mani Patanè Maria Grazia - A & B, 2007 - Euterpe
I testi di questa raccolta sono tessere di un mosaico che ci restituisce un "disegno" d'amore. Di un amore non sdolcinato e neanche autoconsolatorio, ma forte di un credo che oltrepassa la barriera stessa del palpabile. Il ritrovarsi attraverso la parola, continuando un colloquio mai interrotto, anzi intriso di progettualità, è l'impulso da cui rinasce la speranza di un vivere eterno.