Libri di Porfirio

Bibliografia di Porfirio: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Testi A Fronte

LIBRO   9788845257117

Sullo Stige. Testo greco a fronte Porfirio  Castelletti C. (Cur.)   -  Bompiani, 2006  -  Testi A Fronte

Questo è uno scritto allegorico, pervenuto in frammenti, in cui il filosofo neoplatonico del IV secolo d.C. interpreta simbolicamente la sacra acqua del fiume Stige in Arcadia, con riferimenti congiunti alla tradizione omerica e all'interpretazione neoplatonica riguardante i destini delle anime nell'oltretomba. Porfirio sviluppa un'analisi dell'acqua-psiche come "fons vitae", inaugurando una lettura che avrà seguito nella poesia e nella cultura occidentale.

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LIBRO   9788845203374

Isagoge. Testo greco a fronte Porfirio  Girgenti G. (Cur.)   -  Bompiani, 2004  -  Testi A Fronte

"Isagoge" è una breve introduzione alle Categorie di Aristotele, in cui Porfirio (233-305 ca.) - il ben noto discepolo di Plotino e grande commentatore degli scritti di Platone e di Aristotele - scrivendo a un suo allievo, codifica la dottrina dei predicabili (genere, specie, differenza, proprio e accidente), costruendo una struttura logica gerarchica e ponendo il ben noto problema degli universali: i generi e le specie hanno un'esistenza reale o solo materiale? L'opera è stata in seguito assimilata a una delle opere dell'Organon di Aristotele, come introduzione generale allo studio della logica, e, nella versione latina di Boezio, è diventata un punto assolutamente irrinunciabile per molti commentatori medievali.

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LIBRO   9788845262272

Contro i cristiani. Testo latino, greco e tedesco a fronte. Ediz. multilingue Porfirio  Muscolino G. (Cur.)   -  Bompiani, 2009  -  Testi A Fronte

Verso la fine del III secolo, al tempo di Diocleziano, il filosofo neoplatonico Porfirio scrisse un trattato "Contro i Cristiani" in cui prendeva di mira la nuova fede con un accurato esame storico, filologico, filosofico e teologico dell'Antico e del Nuovo Testamento. Già nel secolo precedente, al tempo di Marco Aurelio, il medioplatonico Gelso aveva scritto un'analoga opera anticristiana, per dimostrare che Gesù Cristo non può essere né il Logos dei filosofi greci né il Messia dei profeti ebrei, una tesi poi confutata da Origene di Alessandria. Porfirio non si limitò a riprendere gli argomenti di Gelso, ma si preoccupò di andare oltre e di rispondere a Origene sia sulla possibilità di conciliare la filosofia greca con il cristianesimo, sia sulla correttezza dell'uso ermeneutico dell'allegoria per interpretare le Scritture. L'opera fu proscritta da Costantino poco prima del Concilio di Nicea (325 d.C.), e definitivamente data alla fiamme in ogni sua copia nel 448 d.C. per ordine congiunto di Teodosio II e Valentiniano III, i due nipoti di Teodosio che regnavano rispettivamente sull'Impero d'Oriente e d'Occidente. Se ne persero così le tracce. Nel 1916, il teologo tedesco Adolf von Harnack ne raccolse i frammenti superstiti, attingendo ai Padri della Chiesa che si cimentarono in confutazioni delle tesi porfiriane (in particolare Eusebio di Cesarea, Macario di Magnesia, Girolamo e Agostino), e nei decenni successivi furono scoperti ulteriori frammenti in altri autori e in nuovi papiri.

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