Libri di Fabio Pozzo
Bibliografia di Fabio Pozzo: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Tea Blu
Un oceano di sogni Pozzo Fabio Bianchetti Simone Meytsar Inbar - Tea, 2023 - Tea Blu
La storia del «Bukowski della vela», una leggenda della navigazione Un oceano di sogni riunisce in un solo volume i due libri che raccontano l'indimenticabile storia di Simone Bianchetti, che realizzò il proprio sogno di bambino fino a «toccare il muro del cielo»: "I colori dell'oceano" (dello stesso Bianchetti con Fabio Pozzo) e "Ho sposato l'oceano", il toccante ricordo di sua moglie Inbar Meytsar. Mare, vela, tempeste, bonacce, amore e grandi imprese, dalle prime uscite in barca per andare a scuola al giro del mondo in solitaria. «"Tu sei il Bukowski della vela", gli dicevo. "Devi restare così". Perché era quella la sua forza. E, purtroppo, anche la sua debolezza. Non ne ho incontrati molti, nella mia vita, di uomini come Simone Bianchetti. Speciali, ed è per questo che a distanza di vent'anni dalla sua morte continuiamo a ricordarlo, a parlarne, a immaginare cosa avrebbe fatto, a raccontarci le sue gesta. E a chiederci chi fosse davvero. Io, che l'ho conosciuto bene, penso fosse anzitutto un sognatore. E poi, un grande marinaio. Ma non un velista nel senso più moderno del termine. Per diventarlo, sarebbe dovuto cambiare come uomo. E non so se ce l'avrebbe fatta. Temo di no. Ma se ci fosse riuscito, sono sicuro che noi ci avremmo perso qualcosa, perché lui ci affascinava proprio per come era.» (Dall'Introduzione di Cino Ricci) «Dalle frustranti calme equatoriali ai venti urlanti e agli acquosi Himalaya dei Quaranta ruggenti dell'oceano del Sud. Navigare da soli intorno al globo è l'esperienza velica estrema. È come raggiungere la sommità dell'Everest da soli, senza nessuna squadra d'appoggio.» (Dalla Postfazione di Sir Robin Knox-Johnston)
Un'onda alla volta Pozzo Fabio Clapcich Francesca - Tea, 2025 - Tea Blu
Italiana di nascita e di cuore e ora cittadina americana e dei mari del mondo, Francesca Clapcich ha calcato i più importanti palcoscenici della vela, dalle Olimpiadi alle grandi competizioni oceaniche. Forte di una passione bruciante e di una determinazione inscalfibile, si è progressivamente allontanata dall'Adriatico triestino, dove ha iniziato ad andare in barca a vela su una piccola deriva, fino a toccare praticamente tutti gli oceani a bordo delle imbarcazioni più tecnologiche e competitive che esistano. Una carriera ricca di successi, non priva di qualche amarezza, ma sempre all'inseguimento di nuovi obiettivi e nuovi orizzonti; una vita in movimento, da un porto all'altro, da un teatro di regata all'altro, una corsa non priva di ostacoli, ma sempre vissuta con impegno e verità. Sul mare, oggi, ai massimi livelli, si corre per arrivare davanti agli altri, e anche lei l'ha fatto, senza risparmiarsi. Ma in queste pagine Francesca Clapcich si è fermata un momento (proprio solo un momento, perché le sfide future incalzano) per raccontarci anche la sua «corsa» personale: le sue battaglie per reclamare un posto in un mondo, la vela, ancora prevalentemente maschile; il suo impegno per la difesa dell'ambiente e per le iniziative di inclusività; il suo viaggio alla ricerca di se stessa e della propria identità di sportiva e di donna.
Assolvete l'Andrea Doria Pozzo Fabio - Tea, 2025 - Tea Blu
La nuova edizione, ricca di nuovi capitoli e materiali inediti, del volume che ricostruisce ogni aspetto del tragico naufragio. Il libro definitivo sul «Caso Andrea Doria». 25 luglio 1956. L'Andrea Doria, uno dei transatlantici più belli dell'epoca, sta navigando verso New York con 1706 persone a bordo. Alle 23.10, al largo dell'isola di Nantucket, l'ammiraglia della flotta italiana viene speronata da un'altra nave passeggeri, la svedeseStockholm, e affonda dopo undici ore di agonia. Le vittime sono 52, centinaia i feriti. È un disastro che avrà una risonanza mediatica eccezionale, ma è anche la più grande operazione di soccorso della storia della navigazione, il cui successo è dovuto in gran parte all'equipaggio dell'Andrea Doria. Un merito che non viene riconosciuto. Anzi, sul comandante Piero Calamai e i suoi uomini si abbatte il peso delle accuse di imperizia, negligenza, codardia. Incolpati di una manovra sbagliata, vengono condannati alla pena del sospetto, senza alcuna sentenza. Settant'anni dopo, quei sospetti sono ormai definitivamente fugati, come dimostra il libro di Fabio Pozzo che, grazie a un paziente ed estesissimo lavoro di ricerca, durato oltre due decenni, ristabilisce la verità: ricostruendo ogni aspetto della collisione fatale, chiarendo le zone d'ombra, incontrando i protagonisti, intervistando chi si è immerso successivamente sul relitto, allegando documenti e testimonianze inedite, ripercorrendo le forme e i modi in cui il disastro è stato raccontato dai media e riportando alla luce l'unica, vera sentenza sul sinistro emessa da un'autorità costituita.