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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Biblioteca Piemonte Orientale
Tra melma e sangue. Lettere e poesie di guerra Rebora Clemente Rossi V. (Cur.) - Interlinea, 2008 - Biblioteca Piemonte Orientale
Uno dei maggiori poeti del Novecento testimonia la crisi drammatica della prima guerra mondiale, vissuta attraverso una vigilia tumultuosa e poi un'esperienza personale tragica "tra melma e sangue" che lascia una ferita indelebile. Nelle incandescenti lettere Rebora parla di "esperienza non dicibile", di "mostruoso intontimento", di "Calvario d'Italia" e di "ammazzatoio di Barbableu" usando parole come "orrore", "tanfo", "imbestiamento". La guerra è abisso, è "inghiottitoio" e le poesie di Rebora (qui per la prima volta commentate) ne richiamano la natura vorace, la desolazione assoluta. "Però se ritorni / Tu uomo, di guerra/ A chi ignora non dire; / Non dire la cosa, ove l'uomo / e la vita si intendono ancora".
L'ultima dea Ragazzoni Ernesto Bermani C. (Cur.) - Interlinea, 2004 - Biblioteca Piemonte Orientale
Dalle "Memorie del presbiterio" di Emilio Praga ai capolavori di Gadda, la vicenda dei romanzi interrotti ha segnato la storia di scrittori sperimentali, eccentrici, bizzarri. A questo destino non doveva sfuggire Ernesto Ragazzoni (1870-1920), e poco importa accertarne la ragione. La ripresa di motivi scapigliati - da Poe agli autori del fantastico e dell'inconoscibile si coniuga nell'"Ultima dea" (pubblicata nel 1892 in dispense dal "Novelliere del popolo") con l'iperbolica e quasi parodica esasperazione di una trama che diventa digressione, avvolgendosi a spirale nell'allucinata fissazione di atmosfere cupe e demoniache. L'ignoto continuatore poi, come da copione, ricondurrà il racconto ai suoi più scontati esiti feuilletonistici.
Le nevi di una volta. In appendice: «Sacramentale» Ravasenga Piero - Interlinea, 2003 - Biblioteca Piemonte Orientale
"La storia o piuttosto la struggente commemorazione di una vita perduta che si direbbe uscita da un perfetto manuale di poeta maudit con tutto il suo immancabile corteo di innocenze, perdizioni e candori sublimi." (dalla nota di Cesare Garboli)