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- 9788893905909 E qualcosa rimane
Domanda di grazia Romagnoli Gabriele - Sem, 2025 - Italian Tabloid
L'uomo al banco degli imputati è alto quasi due metri, ha occhi azzurri e modi gentili. Si chiama Andrea Rossi, è padre di sei figli, fa il commercialista e ha ereditato un prestigioso studio. È l'ultima persona che ci si aspetterebbe di vedere sotto processo. E invece, proprio così lo vede Gabriele Romagnoli. Non lo incontra da tempo, ma lo conosce bene, perché da ragazzi erano compagni di scuola, e amici. Monarchico nella rossa Bologna, devoto alla famiglia, patito di un formalismo che scivola spesso nel sussiego, titolare di un eloquio forbito e di mille, stravaganti manie, Rossi è la quintessenza dell'abisso che divide l'apparire dall'essere. Già, perché dietro la cortina di una rispettabilità borghese, con aspirazioni aristocratiche, si agita un inferno di bugie, investimenti sbagliati e debiti che si accumulano. E ora è sotto processo per omicidio. L'accusa: aver ucciso in un torrido pomeriggio d'estate del 2006 Vitalina Balani, settantenne, ex infermiera, moglie di un ricco imprenditore immobiliare. In poco tempo, la Balani aveva prestato ad Andrea due milioni di euro. Ci sarebbe un movente, quindi. E ci sono molti indizi. Nessuna prova inconfutabile, però. Ma tanto basta perché la Procura imbocchi una sola pista e Andrea Rossi venga condannato all'ergastolo. Romagnoli torna nella città in cui è cresciuto a prendere "il grande freddo" che accompagna l'ora dei bilanci, quando si misura la distanza che separa quello che volevamo essere da quello che siamo diventati. Con la lucidità del reporter, la profondità dello scrittore e l'umanità dell'amico ricostruisce una vicenda giudiziaria dagli incredibili risvolti, solleva il "ragionevole dubbio", smonta il teorema celato per definizione in ogni processo indiziario e si appella alla migliore lezione del garantismo, perché peggio di un colpevole in libertà c'è solo un innocente in galera. "Domanda di grazia" è "L'Avversario" di Emmanuel Carrère quando ancora vale la presunzione di innocenza. Andrea Rossi ha avuto l'ergastolo. Per comminarlo occorre essere convinti (oltre il ragionevole dubbio) che abbia ucciso con premeditazione. Su questo, gli indizi hanno lasciato più di un'ombra. E le ombre non vanno in carcere. Ci vanno le persone.
E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili Roversi Paolo - Sem, 2026 - Italian Tabloid
Una scia di sangue attraversa Milano e il tempo, unendo epoche lontane in un unico enigma irrisolto. Febbraio 2020: mentre il mondo inizia a chiudersi sotto la minaccia di un virus sconosciuto, quattro donne vengono uccise nel giro di poche settimane. Delitti feroci, brutali, all'apparenza senza movente, che non fanno notizia perché le prime pagine sono occupate dall'emergenza sanitaria globale. Ma qualcuno, tra le pieghe di quei casi, riconosce un'ombra antica. A Milano torna Gaia Virgili, profiler tra le migliori d'Europa, ora in forza all'Europol. Richiamata dal suo mentore Renato Bernardi, direttore dell'UACV, si trova davanti a un enigma che affonda le radici nel passato. Gli omicidi, infatti, sembrano ricalcare con inquietante precisione una sequenza di delitti insoluti avvenuti tra gli anni Sessanta e i Settanta. Un mistero rimasto sospeso per decenni nella scighera. C'è chi ha azzardato ipotesi oscure parlando del "Mostro di Milano". E ora qualcuno sembra volerlo riportare in vita. Caparbia, lucida, addestrata a leggere la mente dei criminali, Gaia si muove in una città svuotata dal lockdown, dove il silenzio amplifica l'ossessione e alimenta la paura. L'indagine diventa un viaggio doppio: nello spazio, tra le strade deserte della Milano contemporanea, e nel tempo, nelle notti febbrili del Boom e degli anni di piombo, tra donne sole ai margini della metropoli, poliziotti stanchi e cronisti stropicciati. Due città che si sovrappongono, due epoche che dialogano, unite da una ferocia che non ha mai smesso di pulsare. Paolo Roversi costruisce un perfetto congegno narrativo attingendo a una delle leggende più oscure della nera milanese: il mistero del serial killer che avrebbe terrorizzato il capoluogo lombardo, colpendo donne vulnerabili e invisibili, vittime di una violenza di genere che attraversa i decenni. Realtà e finzione si mischiano in una trama serrata, dove il passato diventa materia viva. Perché certi mostri non scompaiono mai. Cambiano volto, aspettano, e poi tornano.