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- 9791281104273 Vortex surfer. Ediz. italiana
- 9791280507099 La retorica invisibile
- 9791257500382 Nel labirinto
- 9791224202462 Reckless. Tradimento e rivolta
- 9791223274927 L'intruso
- 9791222930947 È anche affar tuo. La rottura dell'ordine internazionale e la minaccia della terza guerra mondiale
- 9791221222647 A wow in vengeance. Booklover approved
- 9791220092999 Il ruolo del caso e dei «grandi uomini» nella storia. Soggetto e oggetto nella concezione marxista della storia
Energia. Governare la transizione Ranci Pippo - Passigli, 2023 - Astrid
Era partita con ambizione e speranza, la transizione ecologica del sistema energetico. La pandemia aveva offerto all'Unione europea l'occasione per imprimere un'accelerazione, mettendo a disposizione dei PNRR fondi europei importanti, senza lacci, con l'unico vincolo di finanziare investimenti veri, pertinenti e programmati. Ma poi è arrivata la Russia, con l'aggressione dell'Ucraina e, fatte le debite proporzioni tra una tragedia e una scomodità, con il problema della dipendenza dal suo gas, da cui liberarsi al più presto. È stato necessario revisionare tutto. La solidarietà europea, messa a dura prova, ha tenuto. Ma si vede il gran lavoro da fare per poter parlare di un mercato comune. Una vera politica energetica comune non abbiamo mai preteso di averla: ora sappiamo che va costruita in fretta, questione di vita o di morte (economica). Occorre un disegno per gli anni prossimi, che non saranno facili: rinnovabili da accelerare, combustibili da selezionare nel periodo di transizione, emissioni da abbattere per vie economicamente sensate, reti da rifare, regolazione da ri-tarare, nucleare che pone rischi diversi da quelli su cui bisticciamo. La ricerca ferve, le innovazioni ci sono, il futuro sarà diverso dalle previsioni di oggi. Forse in meglio, speriamo. Purché non facciamo troppi errori. Questo libretto aiuta a capire che cosa sta avvenendo, che cosa si può fare, che cosa non si deve fare. In termini scientificamente precisi, ma in modo accessibile anche ai non addetti ai lavori. Nota introduttiva di Franco Bassanini e Pippo Ranci.
Energia sostenibile. Considerazioni a margine del Piano Nazionale Energia e Clima Ranci P. (Cur.) Macchiati A. (Cur.) - Passigli, 2020 - Astrid
Il sistema energetico ha imboccato la via di una trasformazione epocale. Le emissioni in atmosfera devono scendere nel 2030 e arrivare a zero nel 2050. Gli impegni al 2030 sono definiti per l'Unione europea e si stanno fissando per ciascun paese. L'Italia dovrebbe generare elettricità da fonti rinnovabili per il 55% e comunque eliminare il carbone. Gli edifici nuovi, e gradualmente i vecchi, tendono a impatto zero: con un involucro ben isolante la produzione di energia tratta dal sottosuolo o dal sole o generata con le pompe di calore dovrebbe bastare. La mobilità dovrà trasformare i mezzi: auto elettriche, autocarri e navi a metano liquefatto per passare poi a biogas, idrogeno o motori elettrici. E ridurre i veicoli individuali con una maggiore disponibilità di collettivi e condivisi. I costi dell'operazione rischiano di essere proibitivi. Bisogna scegliere per ciascun obiettivo la via meno costosa, con l'aiuto dell'innovazione e dell'iniziativa imprenditoriale. Bisogna evitare che costi e disagi ricadano sulla parte più debole della popolazione. L'Italia come ogni paese europeo sta preparando il suo Piano Energia e Clima. Fissare le tappe della trasformazione perché i cittadini e le imprese possano fare i loro conti e prendere le loro decisioni. Il governo ha presentato una bozza a inizio 2019. Astrid ha raccolto esperti indipendenti, interpellato imprese. Ha preparato questo documento di osservazioni e proposte per contribuire alla redazione finale del piano italiano, e anche alle scelte europee.
Gli indicatori di competività dell'economia italiana nel quadro del processo di Lisbona Ranci P. (Cur.) Forti A. (Cur.) - Passigli, 2008 - Astrid
L'Italia perde posizioni nel mondo, l'Italia è all'ottantesimo posto dopo il Botswana. Ogni volta che i giornali pubblicano i risultati delle indagini delle varie organizzazioni internazionali che mettono a confronto le economie dei vari Paesi, si mescolano reazioni diverse: di critica polemica o costruttiva verso l'operato delle istituzioni, di protesta o di scoraggiamento, di perplessità e dubbio. Dei confronti internazionali non possiamo fare a meno. Senza confronti non potremmo verificare la qualità del servizio ferroviario in rapporto alle tariffe, né valutare correttamente il nostro sistema scolastico, né capire se i nostri ospedali sono migliori o peggiori di quelli europei. Ma occorre che i confronti siano condotti con metodologie rigorose, sulla base di dati oggettivi e di indicatori affidabili, senza pregiudizi ideologici e culturali. Alcuni lo sono, altri no.