Libri di Re
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Xenakis Restagno E. (Cur.) - Edt, 2018 - Reprints
«Da Seul al Canada, dal Giappone agli Stati Uniti ci si occupa di Iannis Xenakis, si ascolta la sua musica, si seguono le sue fascinose conferenze in cui filosofia, astrofisica, matematica, architettura, ingegneria biologica e musica sembrano trovare una forza di stimolazione reciproca delle più rare. E possibile che in un mondo sempre più diviso in settori di specializzazione questo ingegnere greco - che dopo aver combattuto ed essere stato gravemente ferito nelle strade della sua Atene volle ad ogni costo diventare musicista - venga considerato un simbolo della possibilità di ricongiungere i vari aspetti della personalità umana... All'inizio della seconda parte di questo volume compare un breve scritto di Milan Kundera nel quale Xenakis viene definito "profeta dell'insensibilità". E questa, un'intuizione fondamentale che fa del musicista greco il grande demistificatore della musica dell'Occidente... È proprio con il pensiero rivolto a questo aspetto fondamentale della sua personalità che sono andato a Parigi per incontrare Xenakis...». Inizia così il racconto della vita di Xenakis nato da una lunga conversazione che Enzo Restagno ha avuto con lui, nel 1988, nella sua casa di Parigi. Nella seconda parte del libro, dedicato al compositore nato nel 1922 e morto nel 2001, Frangois-Bernard Mâche, Rudolf Frisius, Maurice Fleuret, Ernesto Napolitano e Harry Halbreich analizzano i vari momenti della produzione di Xenakis dando un apporto di assoluta novità alla bibliografia del compositore. Un saggio dello stesso Xenakis, scritto appositamente per questa occasione, costituisce un ulteriore aggiornamento del suo pensiero musicale. Chiude il volume un'ampia appendice, a cura di Giorgio Pugliaro, che comprende il catalogo delle opere, la bibliografia e la discografia.
Post punk 1978-1984 Reynolds Simon - I Libri Di Isbn/Guidemoizzi, 2010 - Reprints
Il periodo 1978-1984 fa a gara con gli anni Sessanta per qualità e novità della musica prodotta. In anni di grande incertezza storica e sociale (tatcherismo, reaganismo, fine della guerra fredda), gli artisti riescono a raccogliere e a portare avanti la rivoluzione mancata dalla breve e infuocata stagione del punk. Mischiando il rock con l'elettronica, il pop con i ritmi reggae e la dance, queste band sono convinte di poter inventare un nuovo futuro per la musica. Con aneddoti, segreti e approfondimenti, questo libro fa un bilancio di quegli anni e ne celebra protagonisti e capolavori.
Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato Reynolds Simon - Isbn Edizioni, 2014 - Reprints
Un tempo il pop ribolliva di energia vitale: la psichedelia degli anni sessanta, il post-punk dei settanta, l'hip hop degli ottanta, il rave dei novanta. I duemila sembrano invece irrimediabilmente malati di passato: i Police e i Sex Pistols tornano sul palco, i Sonic Youth e gli Einsturzende Neubauten rimettono in scena le loro storiche performance live, i negozi di dischi sono invasi da cofanetti celebrativi di vecchie glorie del passato. Le "nuove" band che riempiono le playlist dei nostri iPod saccheggiano e riciclano la musica dei decenni precedenti: il garage punk dei White Stripes, il vintage soul di Amy Winehouse, il synthpop anni ottanta di La Roux e Lady Gaga. Non solo la musica, ma ogni aspetto della nostra società sembra soffrire della stessa patologia. Basta pensare ai remake di film e telefilm di culto, alla moda del vintage, al revival della cultura hipster e mod. Perché non sappiamo più essere originali? Cosa succederà quando esauriremo il passato a cui attingere? Riusciranno gli artisti di domani a emanciparsi dalla nostalgia e a produrre qualcosa di nuovo? Dopo il monumentale "Post Punk", Simon Reynolds torna con un'analisi meticolosa e provocatoria della cultura pop degli Anni Zero.