Libri di Elisee Reclus
Bibliografia di Elisee Reclus: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Senza Collana
Prossime uscite della collana Senza Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282716031 Terre alte del matese
- 9791281389977 Museo di Capodimonte. Le porcellane
- 9791281389915 The Hermann Nitsch Museum
- 9791281389908 Le piante alimurgiche e officinali
- 9791281389892 Rivoluzione Caravaggio
- 9791281389809 Cartapesta in Basilicata. Tra passato e presente
- 9791281000995 Natale con le sorelle Brontë
- 9791281000766 Qualcuno scrive di notte
- 9791257040536 The identity of fictional characters. A philosophical survey
- 9791256280155 I numeri dell'anima. Diventa padrone della tua vita con la numerologia e la mappa dei talenti
Natura e società. Scritti di geografia sovversiva Reclus Elisée Clark J. P. (Cur.) - Elèuthera, 2022 - Senza Collana
Se si parla di Reclus, non si può non parlare di «geografia sovversiva», e in almeno due sensi. Infatti, al di là di essere un celeberrimo geografo, è stato anche un notissimo sovversivo, autore di articoli e opuscoli dichiaratamente anarchici. Ma si può parlare di geografia sovversiva reclusiana anche in un altro senso, più «disciplinare». Reclus infatti sovvertì letteralmente la geografia: fu uno dei geografi - probabilmente il più geniale - che portò la disciplina geografica da una concezione prevalentemente fisica e politica a una concezione in cui gli elementi fisici e naturali sono strettamente intrecciati a quelli sociali e antropologici. Vero e proprio «ecologista sociale» ante litteram, Reclus merita di essere ricordato non solo per i suoi colossali contributi scientifici, ma anche per il suo più duraturo retaggio intellettuale, ossia per il contributo da lui dato - con almeno mezzo secolo di anticipo - allo sviluppo di una visione ecologica del mondo e della società.
Storia di un ruscello Reclus Elisée Schmidt Di Friedberg M. (Cur.) - Elèuthera, 2020 - Senza Collana
Questa storia di un corso d'acqua, scritta nel 1869 da un geografo non convenzionale che anticipa idee come la biodiversità, viene inizialmente pubblicata dalla casa editrice Hetzel nella medesima collana di libri per ragazzi del contemporaneo Jules Verne, nei cui romanzi non a caso si ritrovano spesso le vivide descrizioni della natura fatte da Reclus. Metafora della vita umana, il ruscello viene così seguito passo passo lungo il suo cammino: prima sorgente di montagna, poi torrente «veloce e chiassoso come un giovane che entra nella vita», infine fiume più lento, maturo, che arriva fino al mare. Perché riproporre oggi un classico della divulgazione scientifica di fine Ottocento, con i suoi accenti poetici e talvolta retorici? Perché con il Ruscello Reclus ci introduce allo studio diretto della natura, ci propone un modo di fare geografia con i piedi, con gli occhi, con i sensi, oltre che con i libri, e ci offre al contempo un'idea di geografia sociale estremamente attuale.
Storia di una montagna Reclus Elisée - Elèuthera, 2026 - Senza Collana
Pubblicata nel 1880 e rivolta a un pubblico giovane come la precedente Storia di un ruscello, questa Storia di una montagna intreccia abilmente la geologia con la critica del potere, l'ecologia con la pratica della libertà, la storia dei popoli con quella dei paesaggi, anticipando alcune grandi questioni del nostro tempo: la crisi ambientale, le frontiere come costruzione politica, le questioni etiche implicite nel rapporto umanità/natura. In una sapiente combinazione di osservazione scientifica e passione narrativa, Reclus guida il lettore alla scoperta della vita segreta delle montagne: il mutamento costante, la struttura delle rocce, la storia dei fossili, l'azione dei venti e delle acque. Ma accanto all'approccio naturalistico si delinea chiaramente anche la dimensione etica e sociale: i pastori e le comunità montane, le leggende e i culti, la lotta quotidiana - e solidale - per sopravvivere in un ambiente tanto magnifico quanto esigente. Ne emerge una visione insieme poetica e politica della montagna come luogo di libertà da preservare di fronte alle continue aggressioni di burocrati, speculatori e (già allora!) turisti.