Libri di Renato Rizzi
Bibliografia di Renato Rizzi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Robin Sons
Think tank Rizzi Renato - Robin Edizioni, 2018 - Robin&Sons
Il romanzo, scritto sotto forma di io narrante, vorrebbe appartenere al genere Bildsungroman, vale a dire a un romanzo di formazione o, meglio, di de-formazione o, se si vuole, di saggio psicologico ibridato a romanzo. Infatti la storia, che si svolge in pochi mesi, non ha un vero centro di senso, non ha volutamente una trama, poiché si tratta di una storia come tante, di un quarantenne dei nostri giorni, di un appartenente alla X generation. Il romanzo è giocato sul registro grottesco, che può apparire ridondante, e sulla figura del paradosso per cercare di attenuare la perdita da parte del protagonista. Perdita di affetti, di empatia, di equilibrio, in una parola: di senso. La narrazione appare quindi verosimile, poiché a ognuno è capitato di incontrare, anche superficialmente, personaggi contraddittori, smarriti, dispersi e disperati, così come avviene in tante storie che non sono avvincenti né concrete, non interessanti né eroiche, ma di pura sofferenza. Un elemento importante, che deve sempre essere presente in un romanzo, è l'amore; qui invece manca, poiché questo vuole essere un racconto di povertà affettiva, di solitudine, di disturbo, di narcisismo misto a una sorta di autismo sotto soglia.
Il contino. L'arte di scomparire Rizzi Renato - Robin Edizioni, 2022 - Robin&Sons
Luciano nasce figlio illegittimo di un conte nel lontano 1899; viene arruolato nel contingente italiano che partecipa alla Grande Guerra. Una volta congedato, aderisce alle idee socialiste mentre ha inizio il ventennio, durante il quale viene malmenato e umiliato. Nonostante sia un anticlericale convinto lavora per un'opera caritatevole, la Cardinal Ferrari, presso cui svolge il suo compito di maestro in ebanisteria. La storia, narrata in terza persona, è incentrata sulla figura del protagonista, che scopre di voler essere un uomo che non vuole apparire, ma anzi vuole proprio scomparire, seppur fermo nelle sue convinzioni e, grazie a questa capacità, collabora con la Resistenza e aiuta a nascondere un gruppo di ebrei. La storia insiste sul piacere di perdersi tra la folla senza perdere la propria identità, sull'abbandono dell'ansia di mostrarsi, sulla negazione di una società che vive di apparenza e spettacolarità. Tutto ciò si manifesta soprattutto al sopraggiungere dell'età matura, che il protagonista trascorre accompagnando il nipote, attraverso l'affabulazione, nella scoperta di valori come la libertà, l'integrità e i contenuti di pensiero della sinistra. La sua morte avviene nel modo a lui più congeniale, senza che nessuno se ne possa accorgere. Ciò lo rende e lo ha reso, in qualche modo, immortale. Albert Einstein amava dire che non è importante diventare un uomo di successo, ma un uomo di valore: definizione che ben si addice al "contino". Prefazione di Paolo Pillitteri.