Libri di Roa

Bibliografia di Roa: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi

Prossime uscite della collana Saggi

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791281608733 La cucina delle case di piacere. Ricette necessarie per luoghi di peccato
  • 9791281608078 Dialogo sulla cucina italiana
  • 9791280540676 Benvenuti in un mondo di m**da
  • 9791259972934 San Francesco poeta
  • 9791259971715 L'ultimo ad amare la vita. Giovanni Comisso e il viaggio
  • 9791259970794 Scuola sotto inchiesta
  • 9791259922403 La via dell'Everest
  • 9788898651726 Tra genitori e figli. Con DVD
  • 9788894911763 L'originale assente. Introduzione allo studio della tradizione classica
  • 9788888891798 La cultura di destra non esiste. Nuova ediz.
LIBRO   9788893664578

Senza più io né mio. La mistica di Margherita Porete Roat Francesco   -  Le Lettere, 2024  -  Saggi

Margherita Porete: autrice de Lo specchio delle anime semplici - il più antico testo mistico francese - è messa al rogo dall'inquisizione (1310) avendo avuto il coraggio di scrivere, tra le varie sue audaci affermazioni eterodosse, che ogni attaccamento è deleterio; perfino quello nei confronti di Dio, ovvero di quell'idolo rassicurante a cui l'umanità si rivolge solo per ottenere qualcosa in cambio. Ma il desiderio dell'Assoluto - ci ammonisce lo Specchio - non si scosta molto dalle altre egoiche brame mondane. «Prego Dio che mi liberi da Dio» predicherà quindi, in perfetta sintonia con la nostra beghina, Meister Eckhart, dicendosi pronto ad accettare qualsiasi cosa gli accada, in un sì pieno alla vita fatto proprio anche dalla coeva Margherita. Soltanto così, svuotandosi da ogni mira e pretesa, l'essere umano può divenire - per dirla con l'Ipponense e l'Aquinate - capax dei: atto a ricevere dio. Questo farsi nulla dell'anima è dunque l'unica condizione per poter divenire colma di tutto - come ribadirà poi Giovanni della Croce - e lieta in sommo grado d'una gioia pacificatrice. Presentazione di Marco Vannini.

€ 18.00
LIBRO   9788893663359

Nulla volere, sapere, avere. I sermoni di Meister Eckhart Roat Francesco   -  Le Lettere, 2022  -  Saggi

I sermoni tedeschi sono testimonianza d'un intento: rinnovare il modo d'esser cristiani. In primo luogo aborrendo ogni pratica mercantilistica che veda il rapporto tra uomo e Dio basato sulla trattativa del do ut des: mi comporto in un certo modo per ottenere un qualche ausilio/conforto dalla divinità. Semplificando alquanto, la tematica basilare affrontata in questi sermoni sta nel proporre una condotta all'insegna dell'abnegazione e del "distacco" (abegescheidenheit) da ogni attaccamento mondano quali prerequisiti indispensabili a un approccio esperienziale di tipo mistico; ciò onde ottenere la generazione del Logos nell'anima. Ma se si intende far sì che il Figlio abbia a nascere nell'anima è necessario predisporla in modo che essa sia priva d'ogni forma di brama o egotismo, mediante un abbandono che è insieme magnanimità e non-dipendenza dall'inessenziale. Nell'ottica eckhartiana il distacco si coniuga all'accettazione serena della realtà/esistenza, anche (o soprattutto) quando essa comporti privazioni, pene, lutti. Un'accettazione non certo masochistica, che non ha nulla della passività o dell'apatia ma che si configura come una sorta di noluntas, di abdicazione alla propria volontà/egoità in modo da non pretendere più nulla; per quanto, paradossalmente, nulla cercando molto si ottiene. Solo così, per il mistico Eckhart, gli uomini possono divenire - qui e ora, non in un futuribile/ineffabile eden - davvero "beati" (saelic). Perciò l'uomo pneumatico: «nulla vuole, nulla sa, nulla ha» (Sermone 52). Va precisato, ovviamente, che questa serie di nulla si riferisce soprattutto alla hybris dell'egocentrismo e alla sua perenne smania desiderante e alla pretesa di comprendere intellettualmente ciò che valica i limiti dell'umano sapere (Dio); infine alla fame insaziabile di possesso/primato: in primo luogo quello, apparentemente encomiabile, costituito dal proposito di acquisire la piena realizzazione spirituale. Riguardo a tale massimo traguardo, il mistico tedesco è sin troppo chiaro: «se l'anima deve conoscere Dio, deve dimenticare sé stessa e deve perdere sé stessa» (Sermone 68). Solo questa presa di distanza consente all'anima di giungere al proprio "fondo" (grunt), che sembra non discostarsi molto dall'heideggeriano Abgrund: quell'abisso vuoto e senza fondamento che può angosciare solo chi cerca solide certezze cui ancorarsi. Infine: per il predicatore Eckhart è valida appena la teologia apofatica, in quanto su Dio si può dire appena cosa non è. E giusto con questa consapevolezza il mistico si deve sempre misurare: conscio dell'impossibilità di parlare dell'ineffabile, ma al contempo sospinto dalla compassione/charitas a fornire una bussola orientativa al pellegrino incamminatosi per l'arduo sentiero dell'autentica spiritualità. Presentazione di Marco Vannini.

€ 18.00