Libri di Russo
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Brancusi. Scolpire il volo. Ediz. italiana e inglese Russo A. (Cur.) Michaud P. (Cur.) Fortuna D. (Cur.) - Electa, 2025 - Cataloghi Di Mostre
La raccolta di saggi accompagna la mostra omonima allestita alle Uccelliere Farnese del Parco archeologico del Colosseo dal 13 febbraio all'11 maggio 2025. Destinato a restare in libreria ben oltre l'occasione espositiva, il volume colma una lacuna della bibliografia italiana di Costantin Brancusi, lo scultore che ha inventato la modernità, al quale il Centre Pompidou ha dedicato una importante antologica lo scorso anno. E ad Ariane Coulondre, curatrice della retrospettiva parigina, si deve il testo inedito d'apertura del libro, incentrato sulla vita e le opere di Brancusi alla luce degli studi più recenti, e al ruolo giocato dal suo atelier, matrice storica di tutta la sua creazione. È invece firmato da Philippe-Alain Michaud, direttore del dipartimento di cinema sperimentale del Centre Pompidou, il saggio dedicato alle fotografie e ai film realizzati dallo stesso Brancusi - sostenuto dall'amico Man Ray che lo inizia a queste discipline -, il cui rapporto con l'obiettivo è stato altrettanto importante e decisivo nella sua opera e nella costruzione della lettura e comunicazione del suo lavoro. Infine, un testo di Maria Laura Cavaliere analizza il rapporto dell'arte di Brancusi con l'antico. Chiudono il volume i preziosi contributi all'analisi dell'opera di Brancusi apparsi sulla rivista "Riga" nel 2019. Di Elio Grazioli è il testo che approfondisce il rapporto tra Brancusi e Duchamp; di Serge Fauchereau il focus sull'atelier di Brancusi luogo di vita, di lavoro e di contemplazione; di Michele Dantini il saggio che riflette sul rapporto tra l'artista e la tradizione modernista. Le immagini dell'allestimento della mostra alle Uccelliere Farnese arricchiscono l'apparato iconografico proveniente dagli archivi del Centre Pompidou e completano il volume.
Poesia e pittura nel Seicento. Giovan Battista Marino e la «meravigliosa» passione. Ediz. illustrata Russo E. (Cur.) Tosini P. (Cur.) Zezza A. (Cur.) - Officina Libraria, 2024 - Cataloghi Di Mostre
Dopo la stagione dei grandi pittori del Rinascimento, il prestigio delle arti figurative cresce come mai prima nella storia. Nel corso del Cinquecento l'artista passa dall'essere un comune artigiano a ricoprire uno status pari a quello dei maggiori intellettuali del suo tempo. L'inscindibile rapporto tra poesia e pittura si consolida nel Seicento, e diviene stretto, vicendevole, persino competitivo quando artisti e letterati si confrontano con i medesimi temi sull'agone delle arti. In questa cornice gioca un ruolo fondamentale la poesia di Giovan Battista Marino (1569-1625), i cui componimenti vivono di scambi continui con la pittura e la scultura contemporanei. La sua produzione poetica è ricca di suggestioni visive, derivate tanto dal contatto diretto con le collezioni d'arte visitate nel corso della sua vita itinerante, quanto dalla memoria delle immagini dei grandi artisti del passato, a partire dalla Galeria (1620), che proietta sulle pareti di un'immaginaria galleria i nomi degli artisti e le opere d'arte che hanno segnato l'esperienza cortigiana del poeta, pur non tralasciando i numerosi rapporti figurativi dell'Adone (1623) e della Strage de gl'innocenti (1632). Seguendo la traccia offerta dai testi di Marino (1569-1625), la mostra e il catalogo disegnano in cinque sezioni tematiche un percorso attraverso la grande arte da Tiziano a Tintoretto, da Correggio ai Carracci, da Rubens a Poussin, celebrando il più grande poeta italiano del Seicento e la sua "meravigliosa" passione per la pittura grazie a prestiti provenienti dai principali musei di tutto il mondo. Il volume è arricchito anche da un'antologia di testi mariniani in dialogo con le opere in mostra, oltre che da numerose tavole a colori.
Poetry and painting in the 17th century. Giovan Battista Marino and the «marvelous» passion. Ediz. illustrata Russo E. (Cur.) Tosini P. (Cur.) Zezza A. (Cur.) - Officina Libraria, 2024 - Cataloghi Di Mostre
Dopo la stagione dei grandi pittori del Rinascimento, il prestigio delle arti figurative cresce come mai prima nella storia. Nel corso del Cinquecento l'artista passa dall'essere un comune artigiano a ricoprire uno status pari a quello dei maggiori intellettuali del suo tempo. L'inscindibile rapporto tra poesia e pittura si consolida nel Seicento, e diviene stretto, vicendevole, persino competitivo quando artisti e letterati si confrontano con i medesimi temi sull'agone delle arti. In questa cornice gioca un ruolo fondamentale la poesia di Giovan Battista Marino (1569-1625), i cui componimenti vivono di scambi continui con la pittura e la scultura contemporanei. La sua produzione poetica è ricca di suggestioni visive, derivate tanto dal contatto diretto con le collezioni d'arte visitate nel corso della sua vita itinerante, quanto dalla memoria delle immagini dei grandi artisti del passato, a partire dalla Galeria (1620), che proietta sulle pareti di un'immaginaria galleria i nomi degli artisti e le opere d'arte che hanno segnato l'esperienza cortigiana del poeta, pur non tralasciando i numerosi rapporti figurativi dell'Adone (1623) e della Strage de gl'innocenti (1632). Seguendo la traccia offerta dai testi di Marino (1569-1625), la mostra e il catalogo disegnano in cinque sezioni tematiche un percorso attraverso la grande arte da Tiziano a Tintoretto, da Correggio ai Carracci, da Rubens a Poussin, celebrando il più grande poeta italiano del Seicento e la sua "meravigliosa" passione per la pittura grazie a prestiti provenienti dai principali musei di tutto il mondo. Il volume è arricchito anche da un'antologia di testi mariniani in dialogo con le opere in mostra, oltre che da numerose tavole a colori.