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La legge naturale. Un ritratto libro
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LIBRO   9788864095288

La legge naturale. Un ritratto Scandroglio Tommaso  Palmaro M. (Cur.)   -  Fede & Cultura, 2017  -  Filosofica

La legge naturale. Un ritratto - Fede & Cultura

€ 15.00 € 14.25
LIBRO   9788889913055

Il «male in Dio». Rivelazione e ragione nell'ultimo Pareyson Stevenazzi Antonio   -  Fede & Cultura, 2006  -  Filosofica

Questo volume propone una riflessione sul male attraverso il confronto critico con un pensatore contemporaneo che sul male ci ha lasciato pagine delle quali non possiamo non ammirare la forza e l'originalità. Se la fenomenologia del male moltiplica le domande senza risposta, nell'ordine del pensiero, esso rappresenta l'aporia delle aporie. Eppure, di fronte alla lacerante domanda sul male, l'uomo da sempre ha tentato di rispondervi. Ma il male non solo sembra sfuggire ad ogni risposta ma sembra rivelare uno stato di irrazionalità radicale, le cui radici penetrano nel più profondo della natura umana e gettano la loro ombra nei segreti recessi dei rapporti tra uomo e trascendenza. Così la radicalità del male nel suo nonsenso si vede rinviata all'origine del senso, cioè a Dio. Questione di Dio e questione del male formano così una diade inseparabile. Ma come pensarla? Questo è il vero problema, dove il pensiero rischia ad ogni istante di fallire. Proprio dallo sforzo di pensare "insieme" questo binomio è nata la speculazione dell'ultimo Pareyson. Speculazione che trova nel discorso sul "male in Dio" il punto più difficile dove Pareyson cerca di mostrare come proprio individuando in Dio la possibilità del male, si possa comprendere l'irrevocabile, originaria positività che è il Dio cristiano.

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LIBRO   9788889913376

La legge naturale. Un ritratto Scandroglio Tommaso  Palmaro M. (Cur.)   -  Fede & Cultura, 2007  -  Filosofica

Il politico di estrazione levantina, lo psicologo presenzialista del tubo catodico, il cattedratico corsivista d'eccezione su tabloid nazionali e non, e altri simili maìtres à penser, hanno ormai persuaso i più di un fatto strano ed inquietante. Il fatto è il seguente: il sostantivo "diritto" deve essere applicato ad una serie di atti che invece di recare felicità all'uomo lo deprimono e lo umiliano. "Diritti" come quello di non sapere che faccia avrebbe avuto il figlio soppresso nel ventre della madre, o di farsi uccidere grazie ad una firmetta a piè di pagina sul proprio testamento biologico, o di mandare a fondo un matrimonio quando i fiori sull'altare sono ancora freschi, regalano drammi e ferite laceranti a molti e in modo democratico, senza distinzione di sesso, età, razza e ceto sociale. Un diritto invece - almeno a stare ad ascoltare il senso comune - è un qualcosa di buono che appaga l'uomo in profondità. Lo gratifica perché lo realizza. Ma questa inversione ad U nel campo, una volta verdeggiante, della morale a cosa è dovuta? Nella spiegazione di cosa è la legge naturale c'è la risposta a tale quesito. La risposta al perché il bene e il male da fatti si sono scolorati a mere opinioni.

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