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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Senzaconfini
Isabel e la sua ombra. Dall'Argentina degli anni Trenta all'Italia occupata dai nazisti Scarzanella Eugenia - Pellegrini, 2023 - Senzaconfini
Isabel de Obligado è una donna che vive tra due mondi: l'Italia e l'Argentina. La sua è una storia di emigrazione, una emigrazione particolare. Nata in Svizzera, nel 1929 conosce a Parigi, dove si è trasferita, un poeta argentino di una ricca famiglia dell'élite. Con lui attraversa l'Atlantico e va a vivere a Buenos Aires. Alla metà degli anni Trenta Isabel, il marito e la figlia tornano in Europa e si stabiliscono in Germania. La coppia si separa nel 1937 e per Isabel inizia una nuova fase della vita. Da Roma si traferisce nell'Alpenvorland, la zona dell'Italia settentrionale occupata dopo l'8 settembre dai tedeschi. Qui Isabel collabora con i partigiani (azionisti e cattolici) e con i militari alleati che operano dietro le linee. È ritenuta agente del servizio di intelligence inglese. Nella Valle di Zoldo (Belluno) riesce a evitare rappresaglie contro la popolazione, ma i partigiani comunisti per i suoi accordi di non belligeranza con i tedeschi la processano e rischia la fucilazione. Dopo la guerra Isabel riattraversa l'Oceano e a Buenos Aires frequenta i nuovi immigrati, i profughi dell'Est Europa, che hanno abbandonato i loro paesi finiti nell'orbita del comunismo sovietico.
Voci d'Italia fuori dall'Italia. Giornalismo e stampa dell'emigrazione Sergi Pantaleone Deschamps Bènèdicte - Pellegrini, 2021 - Senzaconfini
In un momento in cui, soprattutto in Italia, si moltiplicano i segnali d'allarme sulla perdita di memoria collettiva e sul progressivo venir meno dell'interesse per le ricostruzioni comme il faut del passato di cui insigni studiosi come Adriano Prosperi non esitano a deprecare la "distruzione" in atto - al di là della crisi della cultura umanistica e della storia quale disciplina accademica denunciata anche da David Armitage e Jo Guldi nel loro The History Manifesto - assieme al ruolo benefico alle volte (ma non in questa) dell'oblio, sembrano resistere ed anzi rafforzarsi, mescolandosi fra loro, parecchie forme più moderne e sempre più interattive di comunicazione. Tra esse, esposte e come appese ai fili di uno stesso processo di cambiamento tecnologico a dir poco radicale e anzi rivoluzionario, continuano ad esistere le notizie assemblate dai giornali la cui digitalizzazione rientra però nel novero di un più vistoso fenomeno di «mobilità attraverso diverse piattaforme » che Aldo Grasso ha opportunamente definito «il nuovo linguaggio della memoria» parlandone in un convegno milanese del 2019 a proposito de La storia pubblica. In questo incontro vari esperti s'interrogavano su memoria, fonti audiovisive e archivi digitali dopo che da alcuni anni altri studiosi, ad esempio quelli del cinema e della fotografia, erano intervenuti pronunciandosi sugli effetti del digital turn nella storiografia del proprio settore sino a concludere, come Gian Piero Brunetta e Carlo Alberto Zotti Minici, che d'ora in avanti nulla sarà più come prima. A occhio e croce si può essere d'accordo con loro estendendo la considerazione all'ambito della storia del giornalismo e in particolare di quella sua fattispecie rappresentata dalla stampa cosiddetta allofona degli immigrati o per gli emigranti fiorita negli ultimi due secoli all'estero prima di discutere il cui ruolo e il cui rilievo, ovviamente al centro di questo libro, occorre spendere qualche parola sui contesti nei quali, oggi come oggi, essi possono, se pure non devono, essere ripensati e affrontati.
Giornali e giornalismo degli italiani in Cile Sergi Pantaleone - Pellegrini, 2023 - Senzaconfini
In Cile non c'è stata quella massa di imprese pubblicistiche legate all'emigrazione italiana registrate nel sub continente americano, perché le correnti migratorie dovute quasi totalmente a catene familiari non sono fatte di grandi numeri. A pochi emigranti, così, corrispondono pochi giornali (trentacinque in tutto) e quasi sempre precari. Con una sorpresa però: il quotidiano «L'Italia», l'unico in lingua straniera pubblicato in Cile, apparso a Valparaíso nel settembre 1890 e in vita fino al gennaio 1943: è stato l'autorevole organo di riferimento della colonia, portavoce della comunità e suo collante, nonostante la modestia delle copie vendute, mai più di 1500. Con questo volume l'Autore conclude il suo itinerario di ricerca sulla stampa etnica in lingua italiana nei paesi del Cono Sud dell'America Latina ai quali ha dedicato «La patria di carta» (Argentina) e «Storia della stampa italiana in Uruguay».