Libri di San
Bibliografia di San: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Philo Pratiche Filosofiche
Figlie d'Italia in cerca dell'anima Santori Marzia - Mimesis, 2022 - Philo. Pratiche Filosofiche
Le donne italiane hanno perso l'anima? È possibile che nel trentennio berlusconiano esse siano regredite rispetto alla generazione delle loro madri e financo delle loro nonne, se non dal punto di vista delle conquiste socio-economiche, dal punto di vista dello sviluppo psicologico? Marzia Santori cerca una risposta a queste domande, affiorate nel suo studio di psicoanalista junghiana in innumerevoli dialoghi con molte millennials d'Italia. Le loro storie sembrano puntare a qualcosa che in Italia è andato perduto o, se non proprio perduto, sbiadito nei decenni successivi alle conquiste sociali femminili. Utilizzando gli strumenti classici dell'approccio psicoanalitico junghiano, l'autrice si immerge nella storia recente d'Italia, contestualizzata nella realtà culturale e linguistica del paese, per capire se e come ciò sia potuto accadere e se sarà possibile per le figlie d'Italia ritrovare la propria Anima nella rielaborazione del proprio mito personale.
Per una filosofia del tragico. Tragedie greche, vita filosofica e altre vocazioni al dionisiaco Filannino Indelicato Alessandra - Mimesis, 2019 - Philo. Pratiche Filosofiche
Ancora sentiamo levarsi dall'Antica Grecia il terribile pianto di un capro sacrificale. Alle urla strazianti di dolore si uniscono i canti commossi e le danze sfrenate in onore di Dioniso: la tragedia nasce come un sacro rituale di compartecipazione al ciclo di vita, morte e rinascita. Nell'epoca del consumismo e del "tutto subito", abbiamo urgente bisogno di una filosofia del tragico, aperta alla complessità simbolica della vita. In questa direzione, l'Euripide di "Baccanti" ci consegna un Dioniso daimon, mediano, misterioso e contraddittorio; incarnazione dell'eccesso panico così come maestro di una puntuale presenza all'istante - l'autentico compito di ogni filosofia. Dioniso lo Straniero, ma secondo soltanto ad Atena nei festeggiamenti; Dioniso l'Androgino, l'irrazionale, l'addolorato: molteplici nomi tentano di definirlo, nessuno riesce mai a comprenderlo. Perché la filosofia dovrebbe dunque, e provocatoriamente, occuparsi del tragico? Cosa significa rispondere a una vocazione al dionisiaco? E perché questo ci riguarda?