Libri di Sanguineti
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Le tecniche di Maragliano Sanguineti D. (Cur.) - Sagep, 2019 - Sagep Arte
Questo volume curato da Daniele Sanguineti è l'ultimo atto di un lungo percorso virtuoso che ha regalato alla città di Genova una delle mostre più importanti degli ultimi dieci anni, quella dedicata alle sculture lignee di Anton Maria Maragliano. Il rigoroso studio delle opere ha innervato i conseguenti restauri, premessa indispensabile della mostra, rendendola quindi allo stesso tempo la giusta conclusione di un percorso di conoscenza e di tutela e un'occasione irripetibile di grazia artistica e sapienza organizzativa. La giornata di studi (21 febbraio 2019), all'origine di questi atti, ha messo in valore le molte informazioni su fatti tecnici scaturite dalla campagna di restauri finanziata dalla Compagnia di San Paolo. Fatti tecnici di grande fascino e interesse non solo per il pubblico degli addetti ai lavori, se è vero, che la gran parte delle domande degli oltre 20.000 visitatori della mostra si sono concentrate immancabilmente sul mestiere dello scolpire, sulle tecniche di Maragliano, della sua bottega e dei suoi allievi e collaboratori...
Maragliano 1664-1739. Lo spettacolo della scultura in legno a Genova Sanguineti D. (Cur.) Leoncini L. (Cur.) - Sagep, 2018 - Sagep Arte
La figura di Anton Maria Maragliano (Genova 1664-1739) è certamente la più celebre nel panorama della cultura figurativa genovese. Il nome dell'artista è strettamente legato a una produzione di statuaria in legno in grado di suscitare effetti di grande coinvolgimento emotivo, in linea con l'assunto berniniano che riassume l'epoca barocca: "il fin la meraviglia!". Il consenso raggiunto grazie all'innovativa produzione di Crocifissi, statue mariane e grandiose macchine processionali (le cosiddette casse), utilizzate puntualmente per le esigenze di culto, passò indenne attraverso i secoli successivi, godendo costantemente del giudizio positivo della storiografia genovese, da Carlo Giuseppe Ratti (1769) a Federigo Alizeri (1847 e 1875), fino alle prime attenzioni della critica moderna. Fu proprio Orlando Grosso, nel 1939, a dedicare una grande mostra, nella chiesa di Sant'Agostino, alle sculture per le Casacce, ossia le confraternite liguri, il primo bacino di utenza privilegiata a cui Maragliano si rivolse.
Domenico Piola (1628-1703). Percorsi di pittura barocca. Catalogo della mostra (Genova, 13 ottobre 2017-7 gennaio 2018). Ediz. illustrata Sanguineti D. (Cur.) - Sagep, 2017 - Sagep Arte
La stagione del Barocco genovese ha in Domenico Piola (1628-1703) il rappresentante più significativo. Il contatto con stimoli di alto livello - dalle proposte di Rubens alla produzione di Giulio Cesare Procaccini, dalla riscoperta degli emiliani rinascimentali (Correggio e Parmigianino) al recepimento delle novità giunte dalla Roma berniniana - rese possibile un precoce legame con il geniale Valerio Castello, formalizzato in una collaborazione che, tra la fine degli anni quaranta e l'intero decennio centrale del secolo, diede vita a una nuova proposta di decorazione. La morte improvvisa di Castello (1659) significò per Piola l'avvio di un monopolio incontrastato nei maggiori cantieri dell'affresco, aperti in palazzi, ville, chiese e monasteri della città, e di una produzione straordinariamente ingente di pale d'altare e di tele per quadrerie, realizzate con l'apporto dei numerosi membri della sua casa-bottega.